16 Novembre 2017

Il presidente: «vado avanti, scelgo il tecnico»

Ventura: esonero Tavecchio rilancia e “sfida” Malagò

il presidente: «vado avanti, scelgo il tecnico» poi il suo vice ulivieri attacca il capo del conisprofondo azzurroil ct cacciato mente, meglio di lui lippi e contela statisticamarino: «il ct? io li avevo avvertiti dei rischi che correvano»

Carlo Tavecchio esonera il ct Gian Piero Ventura e non molla la poltrona, vuole continuare a essere il presidente della Federcalcio nonostante il clamoroso fiasco, come se il commissario tecnico esonerato l’ avessero scelto quelli del bar all’ angolo di via Allegri, a Roma, dove ieri il numero uno ha riunito i “grandi elettori”.La commedia all’ italiana dopo la storica eliminazione azzurra dal prossimo Mondiale prosegue seguendo un copione senza colpi di scena, altro che thriller: che Ventura fosse un condannato in attesa di pena capitale si sapeva da quasi due giorni, l’ occasione di ieri è servita a Tavecchio più che altro a far capire e tutti che lui aveva già steso uno strato di colla sul “trono” e a fare la conta dei fedelissimi, alla luce del consiglio amichevole che gli aveva rivolto (pubblicamente) il gran capo dello sport italiano, Giovanni Malagò: «Fossi Tavecchio mi dimetterei». Parole che al diretto interessato devono aver fatto salire il sangue alla testa, come si può afferrare dallo stringato comunicato emesso al termine dell’ incontro: «Il presidente federale ha informato i rappresentanti delle componenti, che ne hanno preso atto, della sua indisponibilità a rimettere il mandato per assumersi la responsabilità di sottoporre al Consiglio federale di prossima convocazione una serie di proposte sulle quali i consiglieri saranno chiamati ad esprimersi».Traduzione: io non mollo e vado a caccia del successore di Ventura, esonerato e quindi non dimissionario (prenderà, come da contratto, altri 700 mila euro). Una presa di posizione che non tutti i partecipanti all’ incontro hanno apprezzato: se infatti il numero uno dei Dilettanti Cosimo Sibilia, ha mantenuto un profilo basso, al pari del collega della Lega Pro, Gabriele Gravina, e dei vertici arbitrali rappresentanti da Marcello Nicchi, i due estremi dell’ umore hanno visto Damiano Tommasi dell’ Assocalciatori da una parte e Renzo Ulivieri dell’ Associazione allenatori dall’ altra. «Oggi ho avuto la conferma che le panchine sono più scomode delle poltrone», ha twittato Tommasi dopo aver lasciato per primo via Allegri, aggiungendo due hashtag illuminanti: #ilcalcioachiloama, #girarepagina. Ulivieri invece ha utilizzato i canali tradizionali: «Il Coni non può chiedere nulla. Malagò è stato molto inopportuno nella sua intervista, io non lo riconosco più come mio capo», ha raccontato il numero uno dei tecnici italiani, diventato magicamente uno dei fedelissimi del “re Carlo”.Tavecchio resta dunque con lo scettro in mano, anche se perfino il Codacons ha annunciato «una diffida al Coni diretta alla revoca dell’ incarico del presidente Figc», un atto al quale Malagò non può provvedere se i “numeri” in Consiglio saranno sempre dalla parte di Tavecchio, tanto che in serata, il padrone di casa di largo Giulio Onesti ha fatto sapere: «Si sono assunti le proprie responsabilità, se pensano di poter andare avanti vadano pure. Ulivieri? Non polemizzo, ognuno è padrone di rispondere come crede».Lui, il contestato presidente federale, invece, ha già svelato la tattica che seguirà per garantirsi la conferma dopo le due ore di riunione: «Lunedì 20 ci sarà il Consiglio federale nel quale farò proposte da discutere. Stiamo valutando orizzonti di allenatori importanti e vedremo di portarli possibilmente a termine». Vuole salvarsi ingaggiando uno tra Carlo Ancelotti, Antonio Conte e Claudio Ranieri. Il primo è a spasso dopo il benservito Bayern, dove ha guadagnato 14 milioni netti a stagione: vorrebbe ritornare in Premier – si dice – per firmare un accordo da almeno sette milioni all’ anno. Conte al Chelsea ne prende quattro di più, ma i suoi rapporti con il patron Roman Abramovich sono ai minimi termini, anche se un passaggio del turno in Champions gli assicurerebbe la conferma fino al termine dell’ anno, cosa che conta di fare anche Ranieri con i francesi del Nantes, dove percepisce molto meno dei cinque milioni che riceveva dagli inglesi del Leicester all’ epoca del “grande sogno”.©RIPRODUZIONE RISERVATA.
pietro oleotto

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