3 Aprile 2010

“Preservativi mai esposti nella nostra farmacia”

«Certo che abbiamo i preservativi», tuona Fra´ Riccardo, responsabile della farmacia dell´isola Tiberina, a poca distanza dall´ospedale Fatebenefratelli che da 500 anni fa parte dell´ordine religioso San Giovanni di Dio. «Li ho qui – dice mostrando la scatola – li vendo ma non li esporrò mai e poi mai». Il motivo, fanno sapere dall´ospedale, è che per «una questione di sensibilità certi prodotti non vengono messi in vetrina». Indignato per la polemica scoppiata dopo la denuncia del Codacons che ha puntato il dito contro la farmacia, rea di non vendere i profilattici per motivi religiosi, Fra´ Riccardo ieri ha cercato di buttare acqua sul fuoco e di spegnere il caso. «Abbiamo tutti i prodotti, nessuno escluso – spiega Franco Ilardo, responsabile della comunicazione dell´ospedale – solo che alcuni, come i condom, preferiamo non esporli. Siamo una struttura religiosa e quindi sposiamo le linee del Vaticano, ma non c´è nessuna volontà di non darli a chi ce li chiede. Credo che tutta la vicenda sia stata un po´ strumentalizzata. Non vogliamo fare da capro espiatorio proprio ora che si parla della Ru486». Il giorno dopo nella farmacia a bordo Tevere nessuno ha molta voglia di parlare. «Solo un equivoco», secondo Fra´ Riccardo, mentre l´ospedale si affretta a precisare che "i preservativi non sono farmaci, quindi non è obbligatorio venderli e comunque la richiesta è davvero bassa". Poi continuano: «Sono quasi sempre turisti o stranieri che qualche volta li chiedono, ma in un anno abbiamo venduto appena 20 scatole e quindi non facciamo scorte, sarebbe inutile soprattutto in considerazione del fatto che il numero di persone che ci chiede dei condom è bassissimo». Basti pensare che una volta addirittura furono buttate delle scatole perché ormai scadute, insomma l´incidenza sulle vendite è quasi pari allo zero. «I nostri clienti sono soprattutto mamme o malati di tumore – sottolinea Ilardo – facciamo 4.500 parti l´anno e la farmacia vende il latte con oltre un euro in meno rispetto alle altre e invece per quanto riguarda i medicinali oncologici e chemioterapici li abbiamo sempre a disposizione senza bisogno di alcuna prenotazione». Il Codacons, intanto, ribadisce di aver ricevuto delle segnalazioni telefoniche da alcuni cittadini. «Abbiamo mandato un nostro obiettore civile a fare un controllo – spiegano dall´associazione in difesa dei consumatori – ma non ha chiesto se li vendevano, ha solo controllato se nel negozio fossero esposte le scatole di preservativi». Non transige sull´importanza della vendita dei condom l´immuno-infettivologo Fernando Aiuti, presidente della commissione politiche sanitarie del comune di Roma: «Non sono solo un anticoncezionale ma prevengono malattie sessualmente trasmissibili quindi non ci si può rifiutare di venderli. Io proprio l´altro giorno, prima di rilasciare qualsiasi dichiarazione, ho mandato una persona alla quale non li hanno venduti. Certo è che se non vengono solo esposti la situazione è diversa, in molte farmacie di Roma sono messi in un angolo o addirittura si danno su richiesta ma per questo non si può fare un caso».

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