19 Novembre 2003

Presentato il Codice di autoregolamentazione “Internet e minori”.

Presentato il Codice di autoregolamentazione "Internet e minori". Obiettivo del codice, che ricalca quello dedicato alla tv e ai minori, è proteggere da contenuti non adatti all’età, come la pornografia e la violenza. Il protocollo, sulla cui applicazione vigilerà un Comitato di garanzia, da un lato impegna i provider a rendere più sicura la navigazione dei minori nella rete, dall’altro contribuisce alla lotta a reati come la pedo-pornografia on line.

Presentazione

E’ stato presentato il 19 novembre 2003, presso l’Aula Magna del Ministero delle Comunicazioni, il Codice di autoregolamentazione "Internet e minori". Alla presenza dei ministri Stanca e Gasparri il Codice è stato firmato da AIIP, ANFoV, Assoprovider e Federcomin.

Obiettivo del codice, che ricalca quello dedicato alla tv e ai minori, e’ proteggere da contenuti non adatti all’eta’, come la pornografia e la violenza. Il protocollo, sulla cui applicazione vigilera’ un comitato di garanzia, da un lato impegna i provider a rendere piu’ sicura la navigazione dei minori nella rete, dall’altro contribuisce alla lotta a reati come la pedo-pornografia on line: i gestori infatti si impegnano a custodire le informazioni necessarie per identificare gli autori di contenuti illeciti per collaborare, anche se nel rispetto della privacy, con le forze dell’ordine.

I dati forniti dal ministro Stanca nel corso della Conferenza confermano che Internet è sempre più affollato di piccoli navigatori. "Nel terzo trimestre 2003 sono stati oltre 1,7 milioni di minori che in Italia hanno usato la Rete, ben 548 mila erano sotto i 12 anni, il 3% in più rispetto al terzo trimestre 2002. Non solo, ma è anche in aumento il tempo che i giovani trascorrono on line: mediamente i ragazzi tra i 12 ed i 18 anni dalle 8 ore e mezzo di navigazione del 3° trimestre 2002 sono passati alle 11 ore e mezzo del 3° trimestre di quest’anno".

È in questo contesto, "contraddistinto da forte espansione, che si innesta il Codice di Autoregolamentazione, destinato ad essere uno strumento importante perché previene i potenziali rischi di ’distruzione di valore sociale’ che potrebbero derivare da un uso illecito o dannoso di queste tecnologie; mentre l’uso sicuro, o meglio consapevole, di Internet promuove l’inclusione delle categorie più deboli, come i ragazzi, e più svantaggiate, ossia i disabili, i meno giovani, chi vive in zone remote, chi ha un basso reddito, i disoccupati", ha dichiarato il ministro Stanca nel corso della presentazione.

Mentre, il ministro Gasparri ha affermato che "il codice e’ il frutto del prezioso impegno di associazioni di tutela dei diritti dei minori e dei rappresentanti delle istituzioni interessate e coinvolte per favorire ed estendere i doni di Internet e contrastarne i danni. E’ un dato di fatto che la presenza di materiale pedofilo e pornografico in Internet causa anche reati ai danni dei minori, in questa ottica bisogna riconoscere che tanto piu’ il mezzo e’ diffuso tanto piu’ e’ difficile controllarne i risvolti negativi. E’ per questo che contiamo sulla collaborazione dei providers affinche’ ci aiutino a gestire questo grande mezzo tecnologico in continua crescita e favorirne un uso piu’ selettivo’’.

I PUNTI QUALIFICANTI DEL CODICE DI AUTOREGOLAMENTAZIONE

Obiettivi e finalità del Codice:

a) aiutare gli adulti, i minori e le famiglie a un uso corretto e consapevole della rete telematica, tenendo conto delle esigenze del minore;

b) predisporre apposite tutele atte a prevenire il pericolo che il minore venga in contatto con contenuti illeciti o dannosi per la sua crescita;

c) offrire, nel rispetto della normativa nazionale ed internazionale, un accesso paritario e promuovere un accesso sicuro per il minore alle risorse di rete;

d) tutelare il diritto del minore alla riservatezza ed al corretto trattamento dei propri dati personali;

e) assicurare una collaborazione piena alle autorità competenti nella prevenzione, nel contrasto e nella repressione della criminalità informatica ed in particolare nella lotta contro lo sfruttamento della prostituzione, la pornografia ed il turismo sessuale in danno di minori, attuati tramite l’utilizzo della rete telematica;

IL PRINCIPIO DI CO-REGOLAMENTAZIONE

Molti sostengono che il contenuto in Rete non debba essere sottoposto a nessuna forma di limitazione o controllo. Tuttavia, il pericolo più serio per il mantenimento della libertà di espressione sulla Rete e per il libero accesso ai contenuti è rappresentato proprio dalla difficoltà dei Governi di sviluppare nuove forme di regolamentazione adeguate ai nuovi media.

Si vorrebbe rispondere a fenomeni pur deprecabili con soluzioni autoritarie che hanno effetti negativi anche sull’uso legittimo della Rete limitando libertà di tutti.

In ambito Europeo sta emergendo una consenso sempre più favorevole nei confronti di modelli di auto-regolamentazione/co-regolamentazione in cui l’industria si impegna a darsi delle regole e ad adottarle, mentre un organismo di controllo pubblico vigila sul rispetto delle regole stesse in una sorta di “auto-regolamentazione regolata”.

– Il Codice di Autoregolamentazione “Internet e Minori” è ispirato a questo principio di co-regolamentazione:

– È un passo avanti rispetto a quello di auto-regolamentazione poiché implica una condivisione di responsabilità attraverso un accordo tra pubblico e privato.

– La logica è semplice ma efficace poiché introduce anche meccanismi sanzionatori e di “premialità” definiti dagli stessi operatori sul mercato.

– Le istituzioni fissano una serie di regole e di obiettivi politici. Le istituzioni si limitano quindi a partecipare al controllo l’effettivo risultato finale.

– Le imprese e le parti interessate elaborano in dettaglio gli strumenti per l’ottenimento di questi obiettivi.

La co-regolamentazione è così uno strumento più flessibile, più adattabile e più efficace delle norme soprattutto per quanto riguarda la protezione dei minori problematica con implicazioni molto delicate che investono anche la morale soggettiva.

Naturalmente l’efficacia del modello regolatorio può e deve essere migliorata da una sempre più ampia diffusione di sistemi di classificazione dei contenuti tra gli ISPs e meccanismi di filtraggio che permettano agli utenti di esercitare un controllo diretto sui contenuti.

Fonte: Ufficio Stampa del Ministro Innovazione e Tecnologie

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