23 Maggio 2020

«Presentatevi in carrozzina o con i pannoloni così raggirate le commissioni»

sanità. arrestati 5 medici a catania: falsavano referti per far ottenere pensioni di invalidità
Vittorio RomanoCatania. Non c’ è pace per la sanità siciliana. Dopo gli arresti eccellenti a Palermo nell’ ambito dell’ inchiesta sulla corruzione in appalti e nomine, che ha visto coinvolto il manager Candela, alla guida della task force regionale sul Covid-19, stavolta il terremoto ha investito Catania. Qui alcuni medici, secondo l’ accusa, facevano conseguire ai loro assistiti, producendo certificazioni ideologicamente false e amplificando la portata di alcune patologie, le indennità di accompagnamento e le pensioni di invalidità, con tutti i conseguenti benefici previsti dalla legge 104/92. Assistiti che, manco a dirlo, non ne avrebbero avuto diritto. E così la Procura della Repubblica etnea, nell’ ambito di un procedimento penale che vede indagati, a vario titolo, 21 soggetti per concorso aggravato nei reati di truffa, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, falsa perizia e frode processuale, ha delegato ai carabinieri della Sezione di polizia giudiziaria l’ esecuzione di un’ ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip nei confronti di sei medici. Si tratta di Giuseppe Blancato, 69 anni, e Antonino Rizzo, 59, che sono stati rinchiusi in carcere; di Sebastiano Pennisi, 58 anni, Carmelo Zaffora, 61, e Filippo Emanuele Natalino Sambataro, 62, tutti agli arresti domiciliari. Per Innocenza Rotundi (detta Barbara), 55 anni, il gip ha invece disposto il divieto di esercitare la professione medica per 12 mesi. Le menti della truffa erano i medici generici Rizzo (direttore del Dipartimento regionale Sanità del Codacons) e Blancato, quest’ ultimo già noto alle cronache per essere stato il medico che curò il boss Nitto Santapaola durante la sua latitanza, fatto per il quale venne assolto. Zaffora è uno psichiatra, direttore facente funzioni del modulo complesso Catania Nord del dipartimento Asp di Salute mentale di Catania; Pennisi è un fisiatra dell’ Asp e lavora al Poliambulatorio di Ramacca; Sambataro è cardiochirurgo del Centro Cuore Morgagni di Pedara e presidente del Consiglio comunale di Paternò. L’ operazione, denominata “Esculapio”, riguarda il periodo che va da ottobre 2018 a gennaio 2020. Ed è in questi mesi che i medici coinvolti sono riusciti a realizzare cospicui profitti per se stessi e per gli assistiti, procurando un notevole danno all’ erario che è ancora in corso di quantificazione. Le indagini, avviate anche grazie alla collaborazione di dirigenti dell’ Inps di Catania, hanno fatto emergere le figure dei dottori Rizzo e Blancato, i quali, nel seguire sin dall’ inizio le pratiche di numerosissimi assistiti, finalizzate al riconoscimento di particolari e gravi patologie da parte delle varie commissioni mediche, sia dell’ Asp sia dell’ Inps di Catania, si avvalevano di una fitta rete di altri loro colleghi specialisti (cardiologi, fisiatri, psichiatri e neurologi, alcuni di questi dipendenti dell’ Asp) che, in cambio di laute somme di denaro, compilavano certificazioni mediche alterate nella loro essenza se non del tutto false, idonee a fare risaltare patologie inesistenti o, comunque, difformi rispetto alla reale gravità.Ma il ruolo dei medici era anche psicologico, perché indottrinavano gli assistiti affinché in sede di valutazione davanti alle commissioni mediche accentuassero, fraudolentemente, le loro patologie e, in particolare, quelle concernenti le capacità cognitive e di deambulazione. E infatti suggerivano di utilizzare presìdi sanitari quali pannoloni, sedie a rotelle, stampelle, per far credere quanto grave fosse la patologia in esame, inducendo così in errore prima la commissione medica dell’ Asp, poi, in sede di revisione, quella dell’ Inps. Nei sedici mesi di indagine sono emersi dodici casi di falsi invalidi. Ma l’ inchiesta della Procura prosegue allo scopo di portare alla luce altre eventuali truffe.

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