8 Ottobre 2021

Prescrizione bollette, Antitrust avvia istruttorie verso società attive nei servizi idrici

L’Antitrust è intervenuto per far rispettare la corretta applicazione della prescrizione biennale delle bollette, che i consumatori possono far valere dal 1° gennaio 2020 e ha avviato cinque istruttorie e notificato 7 moral suasion a società attive nei servizi idrici.

Dal 1° gennaio 2020, infatti, la disciplina della prescrizione biennale (o prescrizione breve), introdotta dalla legge di Bilancio 2018, si applica anche ai servizi idrici. Da tale data, dunque, i consumatori possono eccepire la prescrizione per importi riferiti a consumi idrici risalenti ad oltre due anni dalla data di emissione della bolletta.
Prescrizione bollette, le indagini dell’Autorità sui servizi idrici

In base alle segnalazioni di consumatori e di associazioni di consumatori, e alle informazioni acquisite dagli stessi gestori, è emerso che numerose società attive nei servizi idrici non avrebbero applicato in modo corretto la prescrizione biennale.

In particolare – spiega l’Autorità in una nota – i comportamenti segnalati riguardano il mancato accoglimento delle istanze di prescrizione sui crediti presenti in bolletta e anche l’omessa informativa nelle bollette degli stessi crediti prescrivibili. Le Delibere ARERA n. 547 del 2019 e n. 186 del 2020 prevedono, infatti, che i gestori informino gli utenti della presenza in bolletta di crediti di cui può essere eccepita la prescrizione e inviino un apposito modulo per permettere di esercitare tale facoltà.

“Il mancato accoglimento delle istanze di prescrizione breve – afferma l’Antitrust – appare idoneo ad indurre indebitamente i consumatori a corrispondere importi, spesso ingenti, relativi a consumi prescritti. L’assenza di un’adeguata informativa sulla prescrizione biennale può ostacolare l’esercizio delle prerogative contrattuali, inducendo i consumatori a pagare importi per i quali, invece, sarebbe stato possibile eccepirne la prescrizione“.

Per questi motivi l’Autorità ha avviato cinque procedimenti istruttori per presunte pratiche commerciali scorrette nei confronti delle società S.A.S.I. S.p.A. ed E.A.S./Ente Acquedotti Siciliani in LCA, e dei Comuni di Ragusa, Cassino e Prata Sannita.

Inoltre ha deciso di invitare – tramite moral suasion – i gestori ACEA ATO 2 S.p.A., Gori S.p.A., Alto Calore S.p.A., ABC Napoli a.s., Ruzzo Reti S.p.A., AMAP S.p.A. e C.A.M.-Consorzio Acquedottistico Marsicano ad adottare iniziative dirette a rimuovere le omissioni informative rilevate, in modo da fornire agli utenti la possibilità di eccepire la prescrizione di tali importi o di chiederne il rimborso, qualora siano stati già pagati.
Unc: ottima notizia, vittoria dei consumatori

Per l’Unione Nazionale Consumatori si tratta di una vittoria importante per i consumatori.

“Uno di questi procedimenti, quello contro il Comune di Prata Sannita, deriva da un esposto della nostra sede locale”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Ci sono alcuni comuni che, dopo aver inviato bollette prescritte – spiega Dona – hanno rifiutato di accogliere la prescrizione eccepita dai consumatori e hanno proseguito nel loro diniego anche dopo che lo Sportello del consumatore di Arera, gestito da Acquirente Unico, è intervenuta richiedendo al Comune non solo di accettarla, ma anche di erogare, per via del mancato rispetto delle prescrizioni, un indennizzo automatico da corrispondere a ogni singolo consumatore ricorrente”.
Prescrizione bollette, Codacons: accolte le denunce

“Da tempo denunciamo come le società dell’acqua non si siano adeguate alle disposizioni in merito alla prescrizione biennale, come previsto dalle disposizioni di Arera del 2020 – spiega il Codacons. – La carenza di informazioni e l’assenza di trasparenza su tale aspetto produce un danno economico per i consumatori, che sono indotti a pagare somme di denaro per consumi già prescritti. Società e comuni continuano ancora oggi a richiedere conguagli per somme non dovute in quanto prescritte, ingenerando confusione tra gli utenti”.

“Se dalle istruttorie dell’Antitrust emergeranno comportamenti illeciti, il Codacons avvierà azioni di rivalsa nei confronti delle società responsabili per far ottenere agli utenti il rimborso delle somme ingiustamente pagate”, conclude.

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