23 Gennaio 2005

PRESA DI POSIZIONE DI CODACONS E LISTACONSUMATORI

DA DOMANI IN OTTO COMUNI E A MONTEMARZO APERTURA AL 50%. PRESA DI POSIZIONE DI CODACONS E LISTACONSUMATORI



Uffici postali a metà tempo, i sindaci si ribellano
«Con questa scelta si crea un grave disservizio alla popolazione»






Da domani gli uffici postali di otto paesi dell?Astigiano e quello di frazione Montemarzo funzioneranno con orario di apertura ridotto. Lo aveva annunciato giovedì il direttore di Poste Italiane di Asti Francesco Saya durante un incontro con gli amministratori locali convocato in Provincia dal presidente Roberto Marmo. Oltre a Montemarzo, il provvedimento interessa i Comuni di Aramengo, Bruno, Castelnuovo Belbo, Cortazzone, Frinco, Maranzana, San Martino Alfieri e Mombaldone, prevede la riduzione al 50% dell?orario fino a marzo con apertura a giorni alterni degli sportelli.
Una «scelta obbligata», secondo i vertici dell?azienda, per far fronte alla carenza di personale dopo i pensionamenti di fine anno. «Il piano di riorganizzazione degli orari ? precisa Antonio Sgroi, responsabile dell?Ufficio comunicazione per il Nord Ovest ? è stato studiato in base al bacino d?utenza dell?ufficio postale e alle esigenze del territorio». E aggiunge: «L?obiettivo è quello di garantire l?efficienza del servizio e potenziare i servizi informatici, impiegando al meglio le risorse ed evitando gli sprechi».
Contrari a questa strategia i sindaci dell?Astigiano. «La scelta ? dice il sindaco di Aramengo Francesco Tavolato – è un tentativo chiaro e preoccupante per togliere nel tempo un servizio a Comuni che, come quelli del Nord Astigiano, sono in continua crescita». E aggiunge: «Ci sembra che le Poste stiano attuando una politica aziendale autolesionistica, dal momento che la riduzione degli orari porterà ad un sempre minor afflusso agli sportelli con conseguente perdita di potenziali clienti». Conclude Tavolato: «Si dovrebbe pensare ad investire per dare sempre maggiori servizi ai cittadini come stanno facendo le Banche presenti sul territorio che, invece di togliere, aumentano e potenziano gli sportelli».
Sull?argomento è intervenuto anche il sindaco di Cortazzone Simonetta Ventura: «L?ufficio postale ? dice ? è il cuore dei piccoli paesi come il nostro: ridurre l?orario significa creare un disservizio alla popolazione». Prosegue il primo cittadino: «L?amministrazione si è sempre prodigata per migliorare il servizio postale: dieci anni fa, abbiamo investito 30 milioni di lire per la ristrutturazione dei locali che attualmente ospitano la filiale e, da quasi 18 mesi, siamo in attesa di un trasferimento della succursale in un locale messo a disposizione dal Comune».
La prossima settimana, i sindaci dei Comuni interessati incontreranno di nuovo i dirigenti di Poste Italiane e gli amministratori provinciali per trovare possibili alternative alla misura adottata dall?azienda.
Su queste tematiche, durante l?incontro dei giorni scorsi, Marmo aveva chiarito il ruolo del tavolo di concertazione. «Deve diventare – è la sua tesi – sempre di più il punto di confronto tra i vertici dell?azienda e quelli del territorio: una strategia condivisa può rivelarsi vincente rispetto al resto del territorio nazionale, in quanto la situazione astigiana è particolarmente frammentata». Nell?occasione Marmo aveva annunciato una serie di iniziative. La Provincia attiverà infatti un progetto con Poste Italiane, finanziato a livello europeo, per la formazione di un operatore del linguaggio dei segni e un?iniziativa per la creazione di caselle postali senza barriere per i disabili. «Accoglieremo così le richieste avanzate dalle associazioni dei disabili e dalla Commissione per le Pari Opportunità» aveva chiarito Marmo.
Intanto, sulla chiusura parziale degli uffici postali in un comunicato prendono posizione Codacons e Listaconsumatori del Piemonte che invitano «l?Ente Postale e la Provincia ? si legge – a ripristinare il normale orario di apertura degli uffici postali per evitare disagi all?utenza». Disagi (come il ritardo nella consegna della posta) che si erano già verificati nei mesi estivi quando fu sperimentata l?apertura degli sportelli a giorni alterni e che avevano sollevato le proteste di cittadini e amministratori.

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