7 Aprile 2017

Prenotazione di vacanze online, Commissione Ue interviene sui siti ingannevoli

Prenotazione di vacanze online, Commissione Ue interviene sui siti ingannevoli

In un’epoca in cui prende sempre più piede l’abitudine di prenotare alberghi e voli online, i consumatori si trovano ad affrontare crescenti difficoltà legate ai servizi di viaggio online che, secondo i centri europei dei consumatori, figurano ormai tra le più frequenti cause di reclamo da parte dei consumatori.Nell’ottobre 2016 la Commissione europea e le autorità dell’UE preposte alla tutela dei consumatori hanno avviato una verifica coordinata di 352 siti web di confronto prezzi e prenotazione viaggi in tutta l’UE. Ne è emerso che i prezzi di 235 siti, ossia due terzi dei siti controllati, non erano affidabili. Ad esempio, costi supplementari venivano aggiunti in una fase conclusiva della procedura di prenotazione senza informare chiaramente il consumatore oppure i prezzi promozionali non corrispondevano a servizi disponibili.

viaggiLe autorità hanno invitato i siti web in questione ad allineare le loro pratiche alla normativa dell’UE in materia di protezione dei consumatori, che impone loro di garantire la piena trasparenza dei prezzi e di presentare chiaramente le offerte in una fase iniziale della procedura di prenotazione.

Vĕra Jourová, Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, ha dichiarato: “Internet offre ai consumatori una miriade di informazioni per preparare, confrontare e prenotare le proprie vacanze. Tuttavia, se le valutazioni contenute nei siti di confronto non sono imparziali o se i prezzi non sono trasparenti, tali siti traggono in inganno i consumatori. Le società interessate devono rispettare le norme europee in materia di protezione dei consumatori proprio come farebbe un agente di viaggio. Le autorità preposte alla tutela dei consumatori esigeranno che i siti web risolvano tali problemi. I consumatori hanno diritto alla medesima protezione online e offline.”

Quali sono state le principali irregolarità riscontrate nel monitoraggio? In un terzo dei casi il prezzo indicato all’inizio non corrisponde a quello finale; in un quinto dei casi le offerte promozionali non erano realmente disponibili; in quasi un terzo dei casi il prezzo totale o le sue modalità di calcolo non erano chiari.

La rete di cooperazione per la tutela dei consumatori contatterà i 235 siti web che presentano irregolarità e li inviterà a porvi rimedio. In caso di mancato rispetto delle norme, le autorità nazionali potranno avviare procedimenti amministrativi o giudiziari, direttamente o attraverso i tribunali nazionali in funzione del diritto nazionale applicabile.

Per il Codacons, che apprezza l’intervento della Commissione Europea nei confronti dei siti ingannevoli di prenotazione viaggi, “Occorre subito sanzionare i siti scorretti perché il loro comportamento crea un danno enorme ai consumatori e un illecito arricchimento per gli operatori”.

“Quando un utente si mette sul web alla ricerca di una vacanza, di un volo aereo o di un albergo, diventa preda di offerte finte, specchietti per le allodole e tariffe ingannevoli”, spiega l’Associazione, “Spesso i prezzi prospettati dai siti e dai motori di ricerca specializzati subiscono rincari fino al 50% al momento della prenotazione finale, a causa di commissioni, costi vari e balzelli assurdi che fanno lievitare ingiustamente la spesa per i consumatori”.

L’associazione fa però presente che l’opera di “moral suasion” annunciata dalla Commissione potrebbe essere insufficiente: “riteniamo indispensabile elevare da subito sanzioni nei confronti degli operatori scorretti, perché solo così sarà possibile rendere realmente trasparenti le offerte dei vari siti”.

“Alla virtualità degli operatori si sta affiancando anche quella dei diritti dei consumatori“, dicono dal Movimento Difesa del Cittadino. “L’indagine della Commissione e delle Autorità nazionali descrive un quadro desolante dell’e-commerce nella UE”, ha dichiarato Francesco Luongo, presidente dell’associazione, “i quasi 3/4 dei siti di prenotazione viaggi monitorati e risultati non affidabili confermano che alla virtualità degli operatori si sta affiancando anche quella dei diritti dei consumatori. In assenza di regole certe e di un enforcement adeguato da parte delle Autorità di tutela dei consumatori europei l’e-commerce rischia di trasformarsi in una trappola mangia soldi”.

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