19 Dicembre 2015

«Prendete i soldi alle nuove banche»

«Prendete i soldi alle nuove banche»

nnn Certo ci sono gli esposti delle associazioni dei consumatori (ieri il Codacons ha presentato formale richiesta di costituzione di parte offesa presso la Procura della Repubblica di Arezzo per la vicenda di Banca Etruria), ma anche quelli e sono tanti di semplici cittadini, magari truffati o che ritengono di esserlo, nella vicenda delle obbligazioni subordinate offerte come investimento a basso rischio ed esplose come un qualsiasi prodotto finanziario tossico. L’ inchiesta aretina potrebbe proprio partire da questa ipotesi di reato: truffa. La vicenda giudiziaria delle quattro banche fallite e salvate con il decreto del governo (Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti), è solo alle battute iniziali. Anzi: a dire il vero molte inchieste sono già in corso ma per eventi e presunti reati precedenti allo scandalo, all’ azzeramento del valore di azioni e obbligazioni e al cambio di nome delle banche. Ora bisognerà vedere come i magistrati delle diverse città coinvolte, si comporteranno, l’ iter giudiziario e il tipo di esposti e denunce che verranno presentati. Non è escluso poi che anche le autorità di vigilanza (in primi Banca d’ Italia e Consob), finiscano sul banco degli imputati per omesso e scarso controllo. I risparmiatori che hanno perso tutto sono inferociti. Il 22 dicembre i comitati autorganizzati hanno deciso di «tenere alta l’ attenzione» manifestando sottto le sedi di Bankitalia e Consob, e davanti alle banche coinvolte. L’ aggiornamento quotidiano degli esposti segnalava ieri (ad Arezzo) la presentazione dell’ esposto del Codacons (dopo quello delle altre associazioni dei consumatori nei giorni scorsi) per depositare «formale richiesta di costituzione di parte offesa e contestuale richiesta di sequestro presso la nuova banca delle somme perse dai risparmiatori». Il decreto del governo ha infatti dato vita a quattro nuove entità bancarie (il nome delle singole vecchie banche è stato preceduto dall’ aggettivo “nuova” per determinarne la rinascita). E è proprio per ribadire il collegamento diretto e reale tra vecchie e nuove banche che il Codacons ha martellato: «Si ritiene che sia la banca venditrice, sia la Nuova Banca che è succeduta alla prima debbano essere citate come responsabili civili e ciò in considerazione della successione della nuova banca in tutti i diritti, le attività e le passività della Banca venditrice». Insomma, per il Codacons pari sono è quindi si chiede alla magistratura toscana di attivarsi per dare ai risparmiatori tutte le garanzie «patrimoniali e finanziarie che saranno necessarie» per ottenere «il risarcimento cui ha diritto». Sempre ad Arezzo si chiarisce un “mistero” maliziosamente rilanciato dai quotidiani: il procuratore di Arezzo, Roberto Rossi, chiarisce di aver ottenuto da Palazzo Chigi «l’ incarico di consulente del Dipartimento Affari Giuridici e Legislativi» dal governo di Enrico Letta nel luglio 2013. Rossi – con un comunicato – ha voluto scandire che l’ incarico è stato autorizzato dal Csm, è precedente allo scandalo, è stato voluto dal precedente governo, e che è svolto a titolo gratuito. «L’ incarico consiste nel fornire pareri giuridici su testi normativi inmateria di diritto e procedura penale (mai occupato di normative in materia bancaria o finanziaria in genere), non ha alcuna connotazione politica (altrimenti mai sarebbe stato autorizzato dal Csm)», concluse. Insomma, solo uno scambio di testi normativi e di pareri tramite mail. An. C. Il procuratore di Arezzo: l’ incarico al governo me lo diede Letta Raffica di esposti per truffa e il Codacons chiede il sequestro dei beni agli istituti rifondati«Prendete i soldi alle nuove banche» Il procuratore di Arezzo, Roberto Rossi, che guida le inchieste sul crac di Banca Etruria. È finito al centro delle polemiche per un incarico di consulenza del Dipartimento Affari Giuridici di Palazzo Chigi.
 

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