4 Maggio 2013

Predoni di bagagli anche a Linate Ladri incastrati grazie ai film

Predoni di bagagli anche a Linate Ladri incastrati grazie ai film

MILANO  RISCHIANO fino a 6 anni di carcere, oltre al licenziamento, i dipendenti dei depositi bagagli di Linate che sono stati arrestati ieri, insieme ad altri operatori aeroportuali in tutta Italia, nell’ ambito dell’ operazione condotta dall’ ufficio polizia di frontiera di Lamezia Terme, diretto dal vicequestore aggiunto Ferruccio Martucci.Un blitz che ha portato all’ identificazione dei responsabili di decine di furti nei bagagli in otto aeroporti italiani. Oltre agli arresti, 26, sono stati eseguiti 57 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria. Tutti gli arrestati sono stati posti ai domiciliari. I furti, secondo quanto stato riferito dagli investigatori, avvenivano a bordo degli aeromobili durante le operazioni di carico e scarico dei bagagli. Oltre a Linate, gli aeroporti in cui sono stati compiuti i furti sono quelli di Lamezia Terme, Bari, Bologna, Napoli, Palermo, Roma Fiumicino e Verona. NEL CORSO delle indagini sono state effettuate per la prima volta attivita’ di intercettazioni audiovisive a bordo degli aeromobili grazie alle quali è stato possibile identificare i responsabili dei furti. Alle persone coinvolte nell’ operazione vengono contestati i reati di furto, tentato furto e danneggiamento. Quest’ ultimo reato deriva dal fatto che i bagagli che i ladri non riuscivano ad aprire venivano danneggiati per ripicca. L’ operazione, chiamata in codice ?stive vuote?, è scattata in tutta Italia all’ alba di ieri con l’ impiego di 400 agenti della Polizia di Stato in servizio negli Uffici di Frontiera Aerea degli aeroporti coinvolti e dei Reparti Prevenzione Crimine Calabria di Rosarno e Siderno. Un blitz frutto di due fasi distinte: «Da aprile ad agosto dello scorso anno – spiegano gli investigatori – abbiamo iniziato a denotare la mole di denunce presentate, da settembre 2013 al mese scorso siamo invece passati alla fase di acquisizione di filmati e prove audio, grazie anche alla collaborazione delle società di gestione degli scali coinvolti che ci hanno fornito di volta in volta la documentazione richiesta». In oltre 8.400 filmati, per 2200 ore da visionare, sono stati portati alla luce oltre 100 episodi di furto, tentato furto e danneggiamento.Per il Codacons «è vergognoso che, dopo lo scandalo verificatosi nel 2002, a oltre dieci anni di distanza, non sia stata ancora fatta pulizia e che non siano stati ancora predisposti strumenti idonei ad impedire questi furti. Il Codacons ricorda poi «che i passeggeri in questi casi hanno diritto non solo al rimborso dei danni patrimoniali subiti, ma anche ad un risarcimento per i danni non patrimoniali. Nel caso non fossero già stati già risarciti dalle compagnie aeree, potranno decidere di rivalersi costituendosi parte civile nell’ eventuale procedimento penale. Anche i datori di lavoro di queste persone arrestate sono responsabili, ai sensi dell’ articolo 2.049 del codice civile, per i danni arrecati dal fatto illecito commessi dai lavoratori nell’ esercizio delle incombenza a cui sono adibiti».

 

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