30 Gennaio 2009

“Precedenza negli esami ai ricoverati”

 «Non spetta all’ospedale Sant’Elia effettuare esami specialistici richiesti dagli ammalati che non sono ricoverati nel nosocomio».  La puntualizzazione è del direttore sanitario del Sant’Elia Giuseppe Amico e si riferisce alla denuncia del Codacons per i 14 mesi di attesa necessari per essere sottoposti ad una ecografia al cuore richiesta da parte di un cittadino. «Le finalità dell’azienda ospedaliera Sant’Elia – sostiene il professore Amico ?sono quelle di erogare servizi in "emergenza-urgenza"; l’azienda e i suoi operatori hanno supplito con sforzi immensi all’erogazione di tali servizi, che non sono di propria competenza, nel solo interesse della popolazione». Sempre il direttore sanitario ha specificato che «l’ospedale Sant Elia, come tutti gli altri ospedali assicura i servizi specialistici ai pazienti ricoverati che hanno, in ogni caso, la precedenza assoluta; se ha la possibilità, eroga gli stessi servizi all’esterno ma non può assicurare tempi brevi e lo fa, come ha fatto in passato, solo ed esclusivamente per venire incontro ai cittadini che effettuano le richieste». Ma i cittadini non ricoverati in ospedale a chi debbono rivolgersi? Come debbono fare per avere effettuati gli esami specialistici dei quali hanno bisogno? Debbono necessariamente rivolgersi alle strutture private? «Ci sono altre strutture pubbliche – ha risposto il professore Amico – che assicurano questi servizi di loro specifica competenza e alle quali i cittadini debbono rivolgersi; non bisogna fare confusione di ruoli». Le «altre strutture pubbliche» a cui si riferisce il prof. Amico sono le Asl alle quali i cittadini debbono rivolgersi per avere erogati i servizi di cui hanno bisogno e alle quali spetta fornirli. Pertanto chi si rivolge all’ospedale Sant’Elia deve sapere in partenza che i tempi di erogazione non sono brevi.

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