Precario da 36 anni in testa al concorso del Codacons
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fonte:
- La Sicilia.it
Alcuni giorni fa il Codacons, ovvero il coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e consumatori, ha lanciato un concorso originale riservato ai precari della scuola. Un concorso che era anche una denuncia, visto che attraverso questa iniziativa si chiedeva ad ogni partecipante di raccontare la propria esperienza di lavoratore atipico e i propri anni di precariato. Lo scopo di tale concorso, era quello di scovare in Sicilia il docente con il maggior numero di anni di precariato alle spalle. Il triste primato avrebbe dato al candidato, in premio, la possibilità di aderire gratuitamente al ricorso promosso dall’ associazione per ottenere la stabilizzazione della posizione lavorativa. Ad oggi in testa alla «gara» indetta dal Codacons c’ è quella di un insegnante precario da ben 36 anni. Si chiama Filippo, è catanese e si è diplomato nel 1970: Dopo essersi iscritto in architettura, corso di studi che per vari motivi non ha completato, ha conseguito l’ abilitazione per insegnare educazione artistica. «Da quel momento – racconta Filippo -comincia la trafila delle domande per insegnare ma con risultati quasi irrilevanti. Dal 1975 ho sempre lavorato nel privato con qualche sporadica breve supplenza ogni tanto. Nel frattempo mi sposo, nascono i miei quattro figli, ora tutti adulti ma nessuno con un lavoro stabile. Da quando sono state istituite le graduatorie permanenti, nel 2000, prendo il mio primo incarico annuale. Da allora ho sempre lavorato tutti gli anni con incarichi "fino al termine delle lezioni". Probabilmente avrò un nuovo incarico annuale il prossimo settembre, ma c’ è sempre un "forse" che ti lascia nell’ incertezza e nell’ angoscia, e comunque sempre con lo stipendio base, come se fosse il primo impiego!». Anni di sacrifici e diritti calpestati, ma la dignità di guardare sempre avanti e di continuare a coltivare il suo sogno, pur sporcato da un futuro incerto che non è mai diventato presente. Filippo ha deciso di aderire al concorso e di raccontare la sua storia, con una speranza: «Spero vivamente che questa iniziativa, unita a quella di altre organizzazioni, possa finalmente mettere giustizia e far valere i diritti fondamentali del cittadino».
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