Precari, per i ricorsi c’ è più tempo
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fonte:
- Italia Oggi
Troppo breve il termine del 24 gennaio 2011 perché tutti gli interessati, i precari della scuola, non tutti raggiunti dall’ informazione, potessero farcela a proporre ricorso contro l’ illegittima reiterazione nei loro confronti di più contratti di lavoro a tempo determinato. La scadenza di sessanta giorni dal 24 novembre 2010, data di entrata in vigore della legge in materia di lavori usuranti n. 183/2010, era contenuta in una norma transitoria della legge stessa. E’ vero che attraverso le strutture sindacali e quelle del Codacons oltre diecimila supplenti sono riusciti a presentare ricorso ma è altrettanto vero che sono rimasti fuori in migliaia. Numerose le proteste di associazioni, sindacati e singoli soggetti che hanno continuato a contestare la tagliola del 24 gennaio. In sede di discussione della legge di conversione del cosiddetto milleproroghe (decreto legge 29 dicembre 2010, n. 225) si è allora deciso di far decorrere dal 31 dicembre 2011 i sessanta giorni per l’ impugnazione dei licenziamenti e di offrire così una seconda chance ai supplenti che non hanno presentato ricorso o l’ hanno presentato in ritardo e che si trovano nella condizione richiesta di essere stati assunti con successivi contratti di lavoro a tempo determinato fino al 30 giugno o al 31 agosto, ancorché già conclusi alla data del 24 novembre 2010. Il ricorso andrà presentato entro il 29 febbraio 2012, sessanta giorni dal 31 dicembre 2011, al giudice unico di primo grado competente per territorio. L’ emendamento alla legge di conversione è stato presentato dai senatori del Pd Passoni, Roilo, Nerozzi e Ghedini della commissione lavoro del Senato. Esso è stato approvato in commissione e ripreso poi in aula dal governo, che, formulandolo in altro modo ma conservandone la sostanza, l’ ha inserito in un maxiemendamento sul quale ha posto e ottenuto la fiducia. Il disegno di legge di conversione passa ora alla Camera, che lo deve approvare entro il prossimo 27 febbraio, e non ci sono ragioni perché non lo faccia: così come già avvenuto al senato, il ministro dei rapporti con il parlamento Elio Vito porrà la fiducia. L’ emendamento modifica l’ art. 32 della legge 183/2010, che interveniva a sua volta a cambiare le norme sui licenziamenti individuali contenuti nella legge 15 luglio 1966, n. 604. Mentre per i contratti conclusi alla data di entrata in vigore della legge 183 il termine per proporre ricorso spira il 29 febbraio 2012, per i nuovi contratti i termini a regime scadranno sessanta giorni dopo la comunicazione del licenziamento. In base alla nuova formulazione del testo di legge, le precedenti regole d’ impugnazione continueranno a valere fino al prossimo 30 dicembre sia per i nuovi sia per i vecchi contratti. Prima della presentazione del maxi emendamento era girata voce che l’ emendamento del Pd sarebbe stato cancellato dal maxiemendamento governativo, facendo scatenare le ire della Cgil cui ha dato voce il segretario confederale Fulvio Fammoni.Che ha dichiarato che, se fosse vero, «si confermerebbe un vero e proprio accanimento contro quei lavoratori che, per le leggi del centro destra, non solo sono temporanei, meno pagati e spesso senza ammortizzatori sociali, ma ai quali si vorrebbe anche impedire di esercitare i loro diritti in caso di contratti irregolari’ ». E ha minacciato ricorsi fino alla Corte costituzionale per poi salutare con soddisfazione l’ avvenuto inserimento del nuovo termine di scadenza. Anche le altre organizzazioni sindacali si sono compiaciute dell’ iniziativa governativa di mantenere l’ emendamento a favore dei precari della scuola
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