Precari finalmente in ruolo: “Felici con riserva”
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fonte:
- Libertà
Un momento atteso da tempo, anche per più di dieci anni, che finalmente ieri, per i 144 collaboratori scolastici, è finalmente arrivato. Si tratta del tanto agognato giorno dell’ assunzione a tempo indeterminato, che segna per chi lo vive, un passaggio indimenticabile verso un futuro più sereno nell’ ottica di una continuità lavorativa. L’ emozione era palpabile ieri mattina davanti alla sede piacentina del Provveditorato, dove si sono ritrovate le persone allertate nei giorni scorsi, e infine accorse per scegliere la futura sede lavorativa. Ma la contentezza aveva per molti dei neo-assunti un retrogusto amaro. In tanti infatti, ripensando ai colleghi rimasti in graduatoria ad aspettare una futura assunzione, o ad alcuni nodi ancora da sciogliere sul fronte degli scatti d’ anzianità e sul versante pensionistico, si sono detti «felici con riserva». Nonostante questi dubbi, i sorrisi contagiosi sono riusciti a stemperare la tensione dovuta ad anni di proroghe, di incertezze e di speranze disattese. «Però alla fine eccoci qui – ha dichiarato Caterina Laurito da otto anni bidella precaria nelle scuole piacentine, giunta in Provveditorato insieme al marito Enzo -, ora non dovrò più vivere e progettare la mia vita anno per anno, ma potrò iniziare a fare progetti a lungo termine senza patemi d’ animo». Una parte del mondo della scuola, identificata dai più nella figura del bidello – ora chiamato collaboratore scolastico – ha così potuto tirare un respiro di sollievo. «Dopo dieci anni di precariato sono davvero contenta dell’ assunzione – ha ammesso Anna – anche se la felicità è parziale perché con tutti i tagli che hanno portato ad una riduzione dei posti dei collaboratori scolastici, non credo di poter tornare alla scuola dove ho lavorato fino allo scorso anno». Giuliana Dametti, dopo vent’ anni trascorsi da precaria, riusciva a stento a trattenere la contentezza. «E’ finalmente arrivato il nostro momento, anche se per i miei colleghi non assunti si profila un futuro davvero grigio». Per Anna Bocciarelli, con dodici anni di precariato alle spalle, la notizia dell’ assunzione è stata «una sorpresa quasi inaspettata. La voce circolava da un po’ ma non pensavo fosse fondata, e invece mi sono dovuta ricredere». Per i neo assunti non sono però tutte rose e fiori, «io riuscirò ad andare in pensione solo a 75 anni» ha illustrato Anna, «e poi quest’ anno – ha aggiunto la collega Filomena Ritota – non avremo nessuno scatto d’ anzianità, poi si vedrà». «Oltre a ciò – ha proseguito Roberta convinta che questo giro di assunzioni scaturisca anche da una class action nazionale avviata da Codacons – c’ è la questione del raffreddamento degli arretrati sulla quale ancora non si sa nulla». Ad accompagnare il neo-assunto Alfredo Esposito, con una «gavetta» di dieci anni da precario, c’ era la moglie Graziella Ventrone, per mesi simbolo della lotta dei precari Ata nel salernitano che, purtroppo e diversamente dal consorte, quest’ anno «a causa dei tagli» non verrà richiamata in servizio, «per me non c’ è più posto». Giuseppina Messineo invece ce l’ ha fatta: «Dopo ben tredici di lavoro precario sono stata assunta. Ora però – ha dichiarato preoccupata – non dobbiamo dimenticarci dei colleghi rimasti precari».
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