22 Maggio 2015

«Precari e esodati vinceranno tutti i ricorsi»

«Precari e esodati vinceranno tutti i ricorsi»

Se il governo deciderà di asfaltare, per usare il gergo renziano, la folta platea di precari, abilitati di concorsi, e ideonei all’ insegnamento a vario titolo con il ddl che sta approdando al Senato, se si rifiuterà di riconsiderare le sue posizioni allora ci penseranno i tribunali a rimettere la situazione sui binari della legalità. Lo dice il Codacons per cui la riforma della scuola del Governo Renzi non risolve in modo sufficiente il nodo del precariato. «Le assunzione annunciate con il ddl Buona scuola non sanano le situazioni pregresse, e non riconoscono pienamente i diritti dei docenti». A dirlo è Carlo Rienzi, presidente del Codacons, spiegando che «provvedere a nuove assunzioni non cancella anni e anni di abusi sul fronte del lavoro cui sono stati sottoposti gli insegnanti italiani. L’ unica strada in grado di garantire pieno riconoscimento ai diritti dei docenti precari, è quella del ricorso in tribunale, al fine di ottenere il risarcimento affermato dalla giustizia». Infatti, «solo così sarà possibile conseguire gli indennizzi per i mancati scatti di anzianità e per tutti gli altri danni economici legati all’ abuso nel ricorso ai contratti a termine da parte della pubblica amministrazione, prorogati di anno in anno». Inoltre il Codacons ricorda che «finora, grazie ai ricorsi collettivi avviati dall’ associazione, oltre 2.200 docenti precari si sono visti riconoscere circa 3 milioni di euro complessivi di risarcimento». Intanto le manifestazioni contro la riforma RenziGiannini prosegue in tutta Italia anche con iniziative clamorose. Non solo blocco degli scrutini ma anche uno sciopero della fame a staffetta con presidio fisso 24 ore su 24. E già oggi è in agenda il presidio di solidarietà con gli studenti che hanno boicottato il test Invalsi in piazza XX settembre. Una mobilitazione capillare e generalizzata che mette in allarme anche i più irriducibili partigiani della riforma, come la responsabile scuola del Pd Francesca Puglisi: «Se abbiamo optato per un calendario dei lavori così intenso è proprio perché il testo non è blindato e sono possibili delle modifiche.Faremo delle audizioni a commissioni congiunte e riascolteremo i sindacati». C’ è tempo fino al 1 giugno per modificare il ddl. Poi la parola, in assenza di modifiche, passerà ai tribunali.
 
 

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