PRECARI DELLA SCUOLA: IL MIUR (COM’ERA PREVEDIBILE!) NON HA MANTENUTO LE PROMESSE DI ASSUNZIONE PER L’A.S 2011/12
IL CODACONS: AVEVAMO MESSO IN GUARDIA I PRECARI RISPETTO ALLE PROMESSE DEL MINISTRO GELMINI E AI PRESUNTI ACCORDI RAGGIUNTI CON I RAPPRESENTANTI DI CATEGORIA…ORA NON RESTA CHE AGIRE IN GIUDIZIO!
FINO AL 15 SETTEMBRE SI PUO’ ADERIRE ALLA NUOVA SERIE DI RICORSI
Il Codacons constata con disappunto che, nonostante il Ministro Gelmini avesse promesso di farsi finalmente carico dell’assurda situazione di stallo in cui lavorano i precari della scuola costretti a sottoscrivere di anno in anno (o, addirittura, di mese in mese) contratti a termine con lo stesso Miur, il C.S.A di zona o i singoli dirigenti scolastici, per il prossimo anno scolastico non cambierà nulla.
L’associazione aveva messo in guardia il personale docente e A.T.A non ancora immesso in ruolo, ritenendo strano (se non addirittura strumentale) che il Ministero dell’Istruzione proprio alla vigilia delle ferie estive si affrettasse a rende noto un ipotetico accordo con i rappresentati di categoria che avrebbe significato 60 mila assunzioni nel triennio 2011/14.
Ancora una volta, nonostante le promesse del governo, non è accaduto nulla: il Centro per i Servizi Amministrativi di Roma ha stilato le graduatorie per gli incarichi a tempo determinato e per migliaia di persone, in tutta Italia, si prospetta l’ennesimo anno di precariato. Un anno – è il caso di sottolineare – senza ferie pagate e con diritti assistenziali e previdenziali calcolati in modo differente rispetto agli immessi in ruolo.
A chi è stufo di essere preso in giro, il Codacons fa sapere che c’è ancora tempo per proporre ricorso davanti al Giudice del Lavoro e ribadisce alcuni dati: in 40 mila, su invito dell’associazione, hanno diffidato la P.A (senza avere ad oggi alcun riscontro), in diverse migliaia hanno aderito ai ricorsi che partiranno entro settembre e nell’ultimo anno si sono susseguite pronunce importanti (Tribunale di Livorno, Genova e la Corte di Appello di Firenze, solo per citarne alcune), avvallate perfino dalla Corte di Cassazione, che hanno riconosciuto l’immissione in ruolo e condannato il Miur al risarcimento per i danni subiti dai lavoratori a termine.
L’associazione è convinta che se il governo non prenderà provvedimenti al riguardo, nel più breve tempo possibile, l’unico modo per tutelare i diritti dei precari della scuola sia (inevitabilmente) la via giudiziaria, come avvalorato dalle numerose sentenze pro-precari dell’ultimo anno.
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