10 Settembre 2010

Pratiche più snelle? Si può, ma molti non lo sanno

n alcuni casi è proprio vero che «il futuro è oggi», definizione di innovazione di Franco Scolari, direttore del Polo tecnologico, anche nei rapporti con la pubblica amministrazione (Pa). Il problema è che molti cittadini non lo sanno. Ecco allora che Pordenone si candida a diventare una città "pilota", con soluzioni innovative nei rapporti tra cittadini e pubblica amministrazione. Un progetto proposto ieri in fiera da Polo tecnologico e Provincia, con l’ assessore all’ Innovazione Giuseppe Pedicini, che ha raccolto le adesioni di Comune di Pordenone, rappresentato dal vicesegretario generale Antonino Scaini, tra i relatori, e dall’ assessore Loris Pasut tra il pubblico, di Insiel con il direttore Fulvio Sbrojavacca, dei notai, rappresentati da Gaspare Gerardi, del Codacons con Vitto Claut, della Cisl con Arturo Pellizzon, di Federfarma provinciale con Roberto Innocenti, di Maurizio Filippi e Digit Pa e di Carlo Benvenuto con il progetto Hi-Pa. Partendo dal Patto per il territorio, che ha come obiettivo migliorare la competitività, «non si può non tenere conto della pubblica amministrazione – ha considerato l’ assessore Pedicini – che ha un grande peso nella vita dei cittadini e delle imprese». Ma si innova solo «se avviene un cambiamento di mentalità e questo inizia al proprio interno». La gente chiede «più servizi a minori costi. E’ un risultato raggiungibile da subito?», ha chiesto Scolari nel ruolo di moderatore. Per il Comune il vicesegretario Scaini ha presentato le innovazioni già disponibili, come «la e-mail che può essere usata per chiedere all’ anagrafe un certificato di nascita o di residenza e ottenerlo sul proprio computer in pochi minuti. Altri servizi anagrafici si possono prenotare, ma si può utilizzare la tessera sanitaria elettronica e il proprio codice pin, per consentire alla pubblica amministrazione di visionare i nostri dati, evitando di produrre autocertificazioni». «E’ vero – ha puntualizzato il notaio Gerardi -, ma la legge ci chiede ancora documenti autenticati» che il cittadino è costretto ad andare a chiedere nei vari uffici della pa. Stesso rilievo dall’ avvocato Claut, che invita a far sì che la firma digitale sia in funzione ovunque e abbia valore legale. Ci vorrà ancora tempo per mettere in rete i medici di famiglia. A oggi «sono tra i 200 e i 300 quelli collegati al Portale della Regione», ha chiarito Sbrojavacca, e il certificato di malattia on line non è ancora operativo. Così come la ricetta elettronica direttamente al farmacista, opportunità che Federfarma valuta positivamente. Una Pa più efficiente «fa bene all’ economia» ha concluso Pellizzon, perchè ridurrebbe i costi che gravano sui prodotti. Infine Filippi e Benvenuto hanno presentato due progetti destinati alla Pa che hanno come obiettivo facilitare anche l’ approccio agli strumenti informatici a tutte le categorie di persone. (e.d.g.)
 

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