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6 Settembre 2018

Prati, l’ invasione delle mega- antenne “Danni alla salute vanno rimosse”

Il caso La protesta del quartiere per l’ inquinamento elettromagnetico: in via Teulada ce n’ è una vicino a un centro riabilitazione Il rione Prati è soffocato dall’ inquinamento elettromagnetico. Gli impianti montati dalle aziende di servizi sulle sommità dei palazzi, bucano il cielo. Irradiano segnali potentissimi, secondo molti, dannosi per la salute. I comitati cittadini protestano. Da via Teulada a via Andrea Doria chiedono la rimozione delle antenne. I residenti della strada che costeggia gli studi della tivvù di Stato si sono rivolti al Codacons per ottenere lo spegnimento e la ricollocazione dell’ impianto montato nel gennaio del 2016 sul tetto del palazzo al civico 71. Il coordinamento delle associazioni per la difesa dei diritti dei consumatori aveva subito presentato un ricorso al Tar, impugnando le autorizzazioni concesse a Vodafone e Hightel Towers. « Una delibera municipale del 2014 stabilisce che intorno a piazzale Clodio c’ è un elevato tasso di inquinamento elettromagnetico – spiega il legale del Codacons, Mariacristina Tabano – inoltre quell’ antenna è montata a ridosso della sede legale del centro per la riabilitazione funzionale Airri » . I giudici del Tar del Lazio devono ancora pronunciarsi. « Da agosto gli operai lavorano per sostituire l’ antenna», racconta Giacobbe, 48 anni, al secondo piano del palazzo in via Teulada 71. La portiera conferma. « Quelle onde fanno malissimo – aggiunge Franco Valente, un pensionato residente al primo piano – l’ hanno montata due anni fa». Ieri il Codacons ha presentato una diffida al Comune, al municipio I e all’ Arpa « contro il proseguimento dei lavori di installazione. Gli operai – attacca il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – stanno apportando delle modifiche all’ impianto nonostante la richiesta di sospensione ai fini della delocalizzazione». Non solo. «Non c’ è stata inviata alcuna comunicazione in relazione ai nuovi interventi – prosegue Rienzi – nonostante il nostro ruolo processuale nel procedimento dinanzi al Tar, in palese violazione della legge. Non è stata convocata nessuna conferenza dei servizi per la nuova autorizzazione, né risulta essere stata effettuata alcuna istruttoria rispetto alle strutture di rilevanza pubblica indicate nel ricorso». Rienzi fa riferimento alla sede del centro per la riabilitazione, in via Accinni. Perché il protocollo del 2004 firmato dalle aziende di telefonia con il Comune stabilisce che i ripetitori non possano essere installati a meno di 100 metri da siti ” sensibili” come scuole e ospedali. La stessa norma ha indotto i giudici del Tar ad accogliere il ricorso presentato da 500 attivisti del comitato ” No antenna” e ad annullare il titolo abilitativo rilasciato dal dipartimento Programmazione urbanistica (Pau) del Comune a Telecom, Vodafone e Wind per irradiare il segnale con il ripetitore in via Andrea Doria 16C. «Le aziende non hanno rispettato la sentenza – dice il consigliere del municipio I, Jacopo Scatà ( Pd) – la relazione dell’ Arpa certifica che l’ antenna è ancora in funzione». © RIPRODUZIONE RISERVATA L’ antenna in via Teulada.
luca monaco

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