26 Maggio 2015

Prati e muri ripuliti nel parco degli sprechi

Prati e muri ripuliti nel parco degli sprechi

LECCE Qualcosa si muove nel parco urbano della Trax Road, il progetto che prometteva il riscatto delle periferie leccesi, arenatosi nelle sabbie mobili della burocrazia e caduto per lungo tempo nell’ oblio. Dopo gli articoli del «Corriere del Mezzogiorno» sullo stato di abbandono della struttura, i lavori nel polmone verde situato lungo la via per San Cataldo, sembra siano ripresi di buona lena. I muri dell’ anfiteatro, ricoperti di scritte, sono stati ripuliti. E ieri gli operai erano al lavoro per sistemare i prati. Anche l’ impianto di irrigazione funzionava, mentre il pattume accumulatosi in questi ultimi mesi di quasi totale abbandono, è rimasto lì dov’ era: nessuno, fino a ieri mattina, lo aveva ancora rimosso. Non solo. Il Comune ha fatto sapere che, tempo una settimana, verranno eseguiti i collaudi statici, poi si potrà procedere all’ inaugurazione. L’ assessore ai Lavori pubblici di Palazzo Carafa, Gaetano Messuti, intende, quindi, tenere fede alla sua promessa: «Inaugureremo entro massimo un mese e mezzo», aveva annunciato al «Corriere del Mezzogiorno» alla fine del mese scorso, spiegando che i ritardi erano dovuti alla burocrazia che frena questa come tante altre opere pubbliche non solo a Lecce. Una giustificazione che le associazioni leccesi per la difesa dei cittadini, Codacons e Adoc, non hanno accettato ritenendo il Comune l’ unico e solo responsabile dei ritardi. Nel 2004, quando era sindaca Adriana Poli Bortone, l’ idea di un parco che potesse fungere da cerniera tra la Zona 167 A e la 167 B, germogliò a Palazzo Carafa. Ad infondere linfa vitale a quell’ idea con un finanziamento di 2,4 milioni di euro fu l’ Anas nel 2007. I lavori, iniziati nel 2010, non sono mai stati portati a termine e oggi, 11 anni dopo i primi vagiti di quel progetto, il parco non è stato ancora consegnato ai cittadini. Il ritardo sulla tabella di marcia è notevole visto che, come da previsioni, l’ opera doveva essere inaugurata il 7 agosto 2011, cioè 465 giorni dopo l’ avvio del cantiere avvenuto il 29 aprile 2010. E come se non bastasse, sprovvisto di recinzioni e guardiania, il polmone verde è stato pesantemente vandalizzato, tant’ è che il Comune ha dovuto più volte sostituire i servizi igienici, come pure alberi e piante ornamentali distrutte o sradicate. Il cantiere si bloccò subito dopo l’ assegnazione dell’ appalto a causa di una richiesta della prefettura di Lecce che impose approfonditi controlli sulla ditta appaltatrice. Il Comune ha chiarito che ci volle circa un anno per superare questo primo ostacolo al quale se ne aggiunse subito dopo un secondo: l’ esproprio di una vecchia masseria situata proprio sul terreno destinato a parco. In seguito, il progetto ha subito anche dei ritocchi. E ora, ad opere praticamente concluse, si attende il collaudo. «Il ritardo burocratico e l’ impaccio amministrativo, troppo spesso rappresentano una spada di Damocle su una amministrazione che ha tutto l’ interesse ed il dovere di cantierizzare opere pubbliche nel più breve tempo possibile – ha spiegato Messuti – sia per spendere finanze a suo tempo intercettate ed allo stesso tempo per permettere alle imprese di rendicontare l’ entità dei lavori svolti e quindi permettere all’ economia locale di riattivare un indotto altrimenti dormiente». Ma entro il mese di giugno, come promesso, l’ amministrazione comunale dovrebbe tagliare il nastro. Burocrazia permettendo. Domenica scorsa, sul «Corriere del Mezzogiorno», con una lettera Giovanni Castoro, presidente del Centro studi Rudiae di Lecce, ha chiesto all’ assessore ai Lavori Pubblici, Gaetano Messuti, di mantenere gli impegni e di inaugurare il parco nei tempi prestabiliti ed annunciati. Antonio Della Rocca.

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