15 Settembre 2016

Pranzo libero nelle mense ma per Ames più adesioni

Pranzo libero nelle mense ma per Ames più adesioni

Via libera al pranzo libero a scuola. Già a giugno la Corte d’ Appello di Torino aveva emesso un’ ordinanza favorevole ai genitori che non vogliono la ristorazione obbligatoria, adesso il giudice ha respinto anche il reclamo presentato dal ministero dell’ Istruzione dando ulteriormente ragione a chi chiede di poter dare ai propri i figli il pasto da casa. La pronuncia fa giurisprudenza e dunque vale anche in città, nonostante l’ amministratore unico di Ames, Gabriele Senno, la liquidi come «qualcosa che vale solo localmente». Tocca ora ai presidi capire come fare e non è semplice, perché si tratta di mettere in condizioni chi lo voglia di usufruire di un’ alternativa alla mensa e di avere gli spazi necessari per farlo. Si rischia un caos che con tutta probabilità finirà per inasprire il braccio di ferro in atto da mesi e che ha visto alcuni genitori organizzare già lo sciopero del panino. «È una vittoria fondamentale. Bisogna che il Miur dia disposizione a tutte le scuole affinché sia possibile esercitare liberamente questa possibilità», esulta Marco Maria Donzelli, presidente del Codacons nazionale che a lungo si è battuto su questo fronte. E mentre le lezioni sono riprese da qualche giorno e lunedì partirà la ristorazione targata Ames, è scontro sui numeri tra i comitati e Senno: i primi sostengono che le disdette siano numerose, il secondo ribatte: «Le iscrizioni sono cresciute. Se all’ 8 settembre 2015 erano 6.651, alla stessa data di quest’ anno sono 7.385, vale a dire l’ 11 per cento in più. C’ è chi usa i bambini a fini politici e chi fa parlare i dati». La situazione rischia di diventare incandescente anche perché i genitori che si sono mobilitati adesso alzano l’ asticella facendo sapere che il panino da casa ogni giorno non sarebbe salutare, per cui chiedono altre soluzioni. «Il nostro servizio andrà a regime nei prossimi giorni quando dovremmo raggiungere quota 12 mila, miglioreremo ancora di più la qualità già elevata dei nostri menu», annuncia Senno. Il quale si sofferma, infine, sul sistema di prenotazione digitale tanto contestato perché, a detta di alcuni genitori, sarebbe foriero di sprechi: «Non esistono pasti buttati e se il bambino lascia il cibo sul piatto che gli è stato fornito non è certo colpa nostra – sostiene – Stiamo anzi concludendo un accordo con delle associazioni animaliste, come Dingo, per donare loro questo tipo di eccedenze. Per quanto riguarda, invece, chi non si preoccupa di disdire il pasto che salvo contrordine è dato per prenotato, vigileremo che sia comunque pagato il dovuto com’ è giusto che sia, così come stringeremo le maglie dei controlli per evitare le situazioni di morosità». © riproduzione riservata.
alvise sperandio

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