19 Dicembre 2007

Pranzi e cenoni, i consigli per risparmiare

Pranzi e cenoni, i consigli per risparmiare

Per il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno non si bada a spese. Nonostante la contrazione dei consumi, infatti, il Codacons ha ipotizzato che, per l’abbuffata di San Silvestro, ogni famiglia spenderà almeno 175 euro. Circa 30 euro in più dell’anno scorso, a causa dell’aumento dei prezzi nel settore alimentare. Eppure, secondo una ricerca dell’Accademia italiana della cucina, il 20 per cento delle bontà cucinate finiscono nella spazzatura (in particolare, il 30 per cento degli antipasti, il 23 dei dolci, tra cui panettone e pandoro, il 18 di arrosto e zampone e il 10 per cento dei primi, in particolare i ravioli). Perché? Colpa dei grandi quantitativi che si utilizzano per preparare tavolate ricche di piatti e varie di portate; colpa della pubblicità che spinge i consumi verso alcune direzioni, cercando di disorientare i consumatori. Per questo la stessa Accademia ha pensato bene di offrire qualche consiglio salva-spesa e salva-menu. Per prima cosa basterebbe attingere all’enorme bacino di ricette umili della tradizione evitando ciò che è moda e standardizzazione – spiegano dall’Accademia. Se per la cena della vigilia tutti comprano spigole, orate, scampi e gamberoni imperiali, non ci vuole molto a capire che il loro prezzo salirà alle stelle, magari a scapito della qualità. Eppure anche stoccafisso e acciughe sono pesci tipici della stagione e della tradizione. In più, sono stati di recente riscoperti dai grandi chef e non hanno nulla da invidiare ai pesci nobili e costosi che, per altro, non hanno niente a vedere con la tradizione italiana, come salmone, astici e aragoste. Ecco perché si può fare un figurone anche spendendo poco. Una famiglia di 6 persone può cavarsela, per esempio, con poco più di 65 euro per la cena della vigilia e meno di 100 per il cenone di Capodanno. L’Accademia ha messo quindi online una serie di ricette che permettono di conciliare il rispetto della tradizione e la necessità di contenere le spese. Gli spaghetti con molliche di pane e acciughe, per esempio, sono un classico omaggio alla migliore cucina molisana della Vigilia, lo stoccafisso con patate di quella pisana e il fritto vegetale di quella emiliana. Se si aggiungono la romana pasta con i ceci, le patate al forno, la tipica "insalata di rinforzo" napoletana, un pandoro, un vino bianco Igt e uno spumante, si mette su un menu da 12 euro a persona. Per il cenone di Capodanno, invece, accanto ai capisaldi della tradizione, come l’anguilla marinata, i tortellini in brodo e il cappone, si possono proporre la lasagna vegetale, i classici cotechino e lenticchie, i crostini di fegatini, un vino, uno spumante e un panettone. Totale della spesa? Solo 17 euro a persona. E il menu è tutt’altro che povero. Il consiglio delle associazioni dei consumatori, ovviamente, è comunque anche quello di evitare i ristoranti e i locali, soprattutto quelli alla moda, dove per il cenone di Capodanno la richiesta può arrivare a toccare quota 150 euro a persona: una follia. Meglio, dunque, la cucina nostrana fatta in casa, considerato anche che la gastronomia siciliana può contare su una miriade di ricette, tutte gustose e – soprattutto – a portata di portafoglio.

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