19 Dicembre 2013

Pranzi e cene low-cost

Pranzi e cene low-cost

Si potrebbe fare come Catullo, il poeta che – duemila anni fa – obbligava l’ amico invitato a cena a portarsi il cibo da casa, ammettendo senza trucco e senza inganno: «Ho le tasche piene di ragnatele» (ovvero deserte di denari), e offrendogli in cambio «veri amori». Si potrebbe ridimensionare il pranzo di Natale, pensarlo un po’ sottotono. Lasciare che il portafogli già alleggerito da tasse, Imu e Tarsu protegga almeno il bonus della tredicesima. E invece no. Piuttosto i milanesi rinunciano ai viaggi e alle vacanze, ridimensionano i pacchetti sotto l’ albero, adeguano la scenografia della festa all’«austerità» che li circonda. Ma la tavola no, quella non la toccano. Dev’ essere ricca come sempre, anzi, più imbandita che mai. Forse per esorcizzare le ristrettezze lasciate altrove. La cinghia si tira su altri fronti: leccornie e prelibatezze restano. Anche se l’ occhio, dopo anni di crisi, si fa attento ai prezzi. I milanesi si sono fatti furbi, osservano da Klikkapromo.it : fin d’ ora sfruttano promozioni, scandagliano offerte su Internet, iniziano a segmentare la spesa: lasceranno per l’ ultimo minuto i prodotti civetta come pandoro e spumante, che a ridosso del Natale calano di prezzo. Il resto lo comprano man mano. E con guizzi originali che coniugano bassi costi e qualità, aggiungono da Survive Milano : spumante e vino sfuso vengono acquistati nelle botteghe di prossimità. Alla fine, bella sorpresa: si risparmia fino al 46%. Ovvero si spende per un menu classico, invece di 25 euro, meno di 13 euro. Destrezze da milanese scaltro. Non sarà un pranzo di Babette ma molto generoso di portate, quello sì. I vassoi addirittura aumentano, la spesa resta stabile, stima il Codacons. Si potrebbe persino avere più piatti di gastronomia, azzarda Assofood. E poi si può stringere ancora. La catena discount Lidl, ad esempio, ha appena lanciato una linea ad hoc per la cucina low cost , «Lusso per tutti», con prodotti natalizi «italiani» con cui preparare a 9 euro un pranzo di quattro portate. Parola dello chef Umberto Vezzoli in forze all’ hotel Boscolo, coinvolto dall’ insegna nel progetto, che propone: trilogia di antipasti con mousse di zucca, gnocchi di pesto e caponata di melanzane; risotto con salsa di tartufo astice e funghi porcini; babà al rum con gelato. Acquolina a parte, qual è il segreto per spendere meno? «Optare per cibi diversi da quelli che usano tutti e che in questo periodo, per forza, rincarano». In tempo di sharing society , la società della condivisione, adesso c’ è pure chi pensa di invitare a casa propria gente estranea e sonda il terreno con il sito web Gnammo.com . Come a dire: «Il pranzo di Natale pesa sul portafogli? Già che bisogna preparare il pasto, meglio fare servizio ristorante per chi vuole e rientrare delle spese». Cucinare, che passione. A saperlo fare, però. Molti si aiutano con i videoblog e in queste settimane i clic si concentrano su «I segreti (low-cost) del Vegachef», online da pochi mesi e con 13 mila seguaci in Rete, per la soddisfazione di Mara di Noia che l’ ha aperto. «Senza carne e senza pesce si spende il 30-40% in meno per la tavola – spiega -. Perché non sperimentare un menu vegano proprio a Natale?». Lei sul blog ne ha proposto uno per cinque euro a persona: aspic di verdure, tartufino di tofu alle erbe e spezie, risotto radicchio e melograno, polpette di lenticchie e senape, insalata di radicchio, arance, nocciole ed olive, dolce. «La cucina vegana è colorata, allegra da vedere in tavola e oltre che economica può diventare chic. Gli ingredienti si trovano ovunque, e seguendo la ricetta video preparare il pranzo è uno scherzo». C’ è da provarci. Magari non proprio a Natale, però: che i parenti, a sbagliare la polpetta, si trasformano in serpenti. Elisabetta Andreis.

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