Pranzi di Pasqua Collio più “salato”
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fonte:
- Il Piccolo
CORMONS In alcuni casi nemmeno sono stati ritoccati. In altri, aumenti ci sono stati, seppure non così evidenti come nel resto d’ Italia. Ci riferiamo al pranzo di Pasqua, una tradizione che vede ristoranti e agritursmi del Collio protagonisti assoluti. Innanzitutto, va detto che praticamente quasi tutti i locali sono pieni, full. E ciò a testimoniare che nonostante la crisi la tradizione di pranzare fuori, satando comunque con la propria famiglia o con i propri cari, ha il sopravvento su tutte le difficoltà di carattere economico. L’ indagine dei consumatori Come ogni anno l’ Associazione per la difesa e l’ orientamento dei consumatori (Adoc) guidata da Ugo Previti ha puntato la lente d’ ingrandimento sui costi. «La percentuale d’ incremento dei prezzi va dal 3 al 4% nei ristoranti e nelle trattorie del Collio. Siamo ben lontani dal 10% abbondante rilevato dal nostro sodalizio a livello nazionale. Qui, le cose vanno meglio rispetto al resto d’ Italia – sottolinea Ugo Previti. E poi, lasciatemelo dire, non posso che esprimere sincera soddisfazione per il fatto che le attività registreranno il pienone: visto il periodo di crisi e di contrazione continua ed inesorabile dei consumi e degli incassi, questa è una buona notizia. I ristoratori si vedranno così ripagati del perdurante periodo in cui gli affari sono inesorabilmente scesi». Dunque, i rincari non supereranno il 4 per cento nel Collio e nell’ Isontino. Nel resto d’ Italia si registrano variazioni all’ insù pesanti per l’ abbaccio (+6,6%), la colomba (+11%), i carciofi (+12,5%) e il salame (+10%), che fanno lievitare, come detto, il costo del pranzo pasquale del 10%, portandolo a quota 170 euro a famiglia. Non solo. Il Casper (il Comitato contro le speculazioni e per il risparmio, di cui fanno parte Adoc, Codacons, Movimento difesa del cittadino e Unione nazionale consumatori) ha raccolto, sempre a livello nazionale, i prezzi dei beni classici pasquali confrontandoli con i listini in vigore lo scorso anno. Il confronto dei listini «Il record di aumento si registra per le uova di Pasqua, il cui prezzo al dettaglio è rincarato mediamente del 21,9% – spiegano le quattro associazioni -. Forti rincari anche per le colombe, che mediamente costano oggi l’ 11,9% in più rispetto allo scorso anno. Ma gli aumenti dei listini hanno coinvolto tutti i beni alimentari legati alla festività, dall’ abbacchio al salame, passando per i carciofi e la pastiera – proseguono Adoc, Codacons, Movimento difesa del cittadino e Unione nazionale consumatori -. Basti pensare per che per il pranzo di Pasqua, una famiglia media di 4 persone sarà costretta quest’ anno a sborsare 15,8 euro in più rispetto alla Pasqua del 2011, ossia il 10,3% in più a causa dei rincari dei prezzi». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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