12 Ottobre 2006

Povere sedici famiglie sarde su cento

Sedici famiglie su cento, in Sardegna, vivono con meno di 936 euro al mese, la soglia individuata dall`Istat per definire la povertà relativa. Un dato in lieve peggioramento rispetto a quello dello scorso anno, e che nasconde alcuni segnali preoccupanti. Anche i lavoratori dipendenti con famiglia a carico, oppure costretti a mantenere un figlio disoccupato, e alcuni autonomi, dallo scorso anno, devono fare i conti con la povertà. Uno stipendio non basta più e in Sardegna, nonostante l`isola stia meglio rispetto al Mezzogiorno (24 per cento), tra il 2004 e il 2005 c`è stato un aumento dello 0,5 per cento (dal 15,4 al 15,9) delle famiglie povere, mentre la media nazionale è scesa dal 11,7 al 11,1 per cento. la situazione nazionaleIn tutto il paese si registra dunque un livello di povertà in lieve diminuzione, ma il Mezzogiorno si conferma come un`area di grande disagio, non solo per il numero delle famiglie sotto la soglia di 936 euro al mese (il 24 per cento rispetto al 4,5 del Nord e al 6 del Centro). Il rapporto annuale dell`Istat sulla povertà relativa (2005) è stato stilato prendendo come riferimento la spesa media procapite (per una famiglia di due persone appunto 936,58 euro mensili). I numeriI poveri in Italia sono 7.577.000, pari al 13,1% della popolazione (era il 13,2% l`anno precedente), ossia 2.585.000 famiglie. La regione meno povera è l`Emilia-Romagna (2,5%), seguita poi dalla provincia di Bolzano (4%) e dalla Lombardia (3,7%). In fondo alla classifica, Sicilia (30,8%), Campania (27%) e Basilicata (24,5%). i nuovi poveriLe famiglie con maggiori difficoltà sono quelle numerose, composte da anziani e disoccupati, spiega l`Istat. I nuclei con cinque o più componenti presentano livelli di povertà più elevati: il 26,2% di queste famiglie vive in povertà e al Sud si raggiunge anche il 40% della popolazione. Tra le famiglie con almeno un anziano l`incidenza di povertà (13,6%) è superiore alla media. A rischio di povertà anche le famiglie con a capo una persona con basso titolo di studio (17,6%). Sono povere 8 famiglie su 100 con a capo un lavoratore autonomo, mentre la quota sale a 9 tra le famiglie di lavoratori dipendenti e a 12 con capofamiglia ritirato dal lavoro. Per il ministro della solidarietà sociale, Paolo Ferrero, questi dati “fotografano una situazione drammatica“ e “le tanto vituperate pensioni sono l`unico strumento che difenda alcune fasce sociali dalla povertà“. Per il Codacons, invece, le famiglie povere sarebbero il triplo di quelle registrate

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