Povera una famiglia su cinque E al Sud è piena emergenza
ROMA IL LINGUAGGIO asettico della statistica distingue tra povertà assoluta e relativa. Ma dietro le definizioni usate dall’ Istat nel suo rapporto, ci sono tre milioni di italiani che non possono permettersi nemmeno condizioni di vita accettabili e oltre otto milioni che riescono a stento a procurarsi il necessario. Un esercito di poveri, concentrati soprattutto al Sud, in Sicilia (27%), Calabria (26%) e Basilicata (28,3%). Al contrario, Lombardia (4%) ed Emilia-Romagna (4,5%) sono le regioni nelle quali il dramma povertà è ai livelli più bassi. Nel 2010, in Italia, sono risultate in condizioni di «povertà assoluta» 1 milione e 156 mila famiglie (pari al 4,6% delle famiglie residenti), per un totale di 3 milioni e 129 mila persone. Secondo l’ Istat sono «assolutamente povere» le famiglie che non riescono ad accedere ai beni e servizi essenziali per conseguire uno standard di vita minimamente accettabile. Si tratta, quindi, dice l’ Istituto dei «più poveri tra i poveri». Oltre a loro ci sono Italia anche 8 milioni 272 mila poveri, il 13,8% dell’ intera popolazione. Le famiglie colpite da questo tipo di povertà, chiamata in termini tecnici «relativa», sono 2 milioni e 734 mila (l’ 11% di quelle residenti). L’ Istituto spiega che si tratta delle famiglie che non riescono a spendere più di 992,46 euro al mese ogni due componenti. Una terza categoria, poi, sono i «quasi poveri», ovvero quelli (il 7,6%) che possono arrivare a spendere, in due, fino al 20% in più dei poveri, cioè tra 992,46 e 1190,95 euro. Nel 2010 risulta essere povera o quasi povera circa una famiglia su cinque: il 18,6% dei nuclei. L’ Istat precisa che non esiste una soglia unica per stabilire le condizioni di povertà assoluta. Queste, infatti, variano a seconda del numero dei componenti della famiglia e anche al luogo di residenza. LA POVERTÀ è più diffusa tra le famiglie con a capo un operaio o persona che svolga un lavoro analogo (15,1%), rispetto a quelle di lavoratori autonomi (7,8%) e, ancora di più, di imprenditori e liberi professionisti (3,7%). «I tassi di povertà relativa e assoluta rimangono tra i più alti in Europa, mentre aumenta la povertà relativa tra le famiglie di cinque o più componenti (dal 24,9 al 29,9 per cento)», denuncia Vera Lamonica, segretario confederale della Cgil. Secco il commento del Codacons, l’ associazione di tutela dei consumatori: «Dati incompatibili con un Paese che vuole definirsi civile e che mostrano come il governo non aiuta i poveri».
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