1 Settembre 2004

Povera scuola!

Entro il 2004 tutte le scuole italiane devono essere messe a norma di sicurezza. Il balletto delle responsabilità fra dirigenti scolastici, enti locali e ministero della Pubblica Istruzione.


Scuole fatiscenti, costruite in zone sismiche – ci se ne accorge solo quando accade una disgrazia come quella di S. Giuliano in Puglia – sprovviste di agibilità statica e igienico -sanitaria, non attrezzate adeguatamente contro gli incendi…
Il quadro sconfortante lo dipinge l`ultima indagine a cura di Legambiente (Ecosistema scuola 2004) che fra i dati positivi registra solo l`aumento di aree verdi intorno agli edifici e la crescita del biologico nelle mense scolastiche. Eppure il 31 dicembre 2004 è alle porte, quando è stato fissato il limite per la messa a norma di tutte le scuole d`Italia, dopo uno slittamento concesso di ben cinque anni (legge 265/99).


J`accuse


“Le norme in materia d`igiene e sicurezza sul lavoro, e le scuole sono luoghi di lavoro oltreché di studio, risalgono addirittura al 1956 (DPR 303/56 e 547/56) – spiega Domenico Didonna, responsabile sportello Scuola sicura del Codacons -. Si deve poi saltare alla legge sulla sicurezza, la 626 del 1994, che però non ha innovato in modo sostanziale la materia, ma ha semplicemente affermato questo: “Avete avuto quasi quarant`anni per mettere tutto a norma ora mettiamo nero su bianco i nomi dei responsabili“. E qui casca l`asino! In questi quaranta anni, infatti, accusano dal Codacons, poiché era difficile identificare i responsabili, tutti – dirigenti scolastici, comuni, province, provveditorati – hanno snobbato l`obbligo di adeguamento alle norme degli edifici e all`organizzazione del lavoro. “Oggi tutti si sentono le scarpe strette – prosegue Didonna – ma la responsabilità è ormai chiaramente in capo ai dirigenti scolastici in quanto sono loro in prima persona che devono garantire un ambiente confortevole, igienico e sicuro“.


Tutta colpa di…


E qui comincia il gioco, molto italiano, dello scarico delle responsabilità.

“I dirigenti scolastici – ammette Antonino Petrolino, rappresentante dell`ANP (Associazione Nazionale Presidi) hanno una responsabilità civile. Sono responsabili per la sicurezza e la salute di tutte le persone all`interno delle scuole. Hanno poi anche una responsabilità più specifica relativa alla 626 nei confronti di tutto il personale e degli studenti. Ma la responsabilità si esaurisce con la richiesta di intervento ai proprietari degli stabili“, ovverosia i Comuni per materne, elementari e medie e le Province per le superiori. Insomma, dovrebbero intervenire gli enti locali che – come recita la circolare ministeriale del 29/4/99 – “sono tenuti alla fornitura delle relative strutture immobiliari e agli obblighi relativi a interventi strutturali di manutenzione“… Il problema è che i soldi non ci sono o non sono sufficienti.


Il piatto piange


“Comuni e Province hanno dato fondo ai propri bilanci – commenta Rita Pallante, responsabile scuola dell`Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani), d`altra parte le amministrazioni locali non possono coprire un fabbisogno stimato fra i 14 e i 18 miliardi di euro, con un finanziamento statale che rappresenta un decimo del fabbisogno necessario ad eseguire gli interventi sugli edifici scolastici“. “Anzi- continua Pallante – i fondi messi a disposizione dal Governo sono stati purtroppo negli ultimi anni depotenziati e per un anno (il 2002) la Finanziaria ha addirittura bloccato ogni finanziameno per l`edilizia scolastica“. I dirigenti scolastici declinano le responsabilità, gli enti locali piangono miseria e il Ministero della Pubblica Istruzione cosa fa?


Conto alla rovescia


Nel 1996 ha istituito un Osservatorio Nazionale per l`edilizia scolastica con il compito di promuovere, coordinare e supportare “le attività di studio, ricerca e normazione tecnica… nel campo delle strutture edilizie per la scuola“, un organismo molto attivo se si pensa che in una situazione d`emergenza e difficoltà si è riunito l`ultima volta il 9 giugno scorso, ad un anno esatto dal precedente incontro. Sul fronte dei finanziamenti il ministero ha, inoltre, emanato un decreto, il 30 ottobre 2003, con il quale ha previsto lo stanziamento di risorse economiche destinate all`adeguamento e alla messa a norma degli edifici scolastici pari a 461 milioni di euro per il 2003 e il 2004, una cifra considerata insufficiente da tutte le organizzazioni sindacali, oltre che da enti e addetti ai lavori. E per il 2005 non si hanno notizie di ulteriori risorse.

Intanto il 31 dicembre 2004 è alle porte e parlare di proroghe ulteriori è inammissibile. “Oltre questa data – accusa il Codacons – se la scuola non è a norma, tutti sono responsabili, ognuno per quanto di propria competenza. Sarebbe una grave ingiustizia per gli utenti e i lavoratori della scuola ed un premio per le persone e gli enti colposamente inerti o inadempienti“.

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