21 Maggio 2010

Povera scuola! E’ mancanza della cultura della prevenzione e della sicurezza? Strano a dirsi, ma, EBBENE SI!

Sul Fatto Quotidiano del 19 maggio 2010, a firma di Caterina Perniconi, e su altri quotidiani e periodici si sta dando molto risalto alla giusta rivendicazione sia del personale della scuola per i tagli agli stipendi, del personale, dei supplenti, della compresenza, dei laboratori, ecc. e sia dei genitori per la riduzione del tempo pieno e per sopperire alle mancanze delle scuole come carta igienica, sapone, pitturazioni, assicurazioni, carta per fotocopie, ecc.
Negli articoli di Caterina Perniconi ( ed di altri) tutti, D.S., insegnanti, ATA e sindacalisti si sono precipitati a dichiarare la insostenibile situazione che si è venuta a creare per la mancanza dei fondi e per i provvedimenti della Gelmini come l’aumento del numero di alunni per classe oltre il consentito, distribuzione degli alunni nelle altre aule in caso di assenza di insegnanti non sostituiti, carta e carta igienica portata dai genitori, contributi volontari dei genitori anche per le assicurazioni antinfortunistiche, ecc..
Se i D.S. (datori di lavoro per la prevenzione, igiene e sicurezza degli alunni e del personale), il personale insegnante e ATA (dirigenti – responsabili di plesso – DSGA, ecc.-, preposti -insegnanti di classe, di laboratorio, ecc. – e lavoratori – il tutto ai sensi dell’ex D. Lgs. 626/94), l’RSPP (interno o esterno), RLS (eletto fra il personale delle scuole) e medico competente designato dal DS, oltre a giustamente lamentarsi quando vengono toccati gli stipendi ed altro come l’incremento del carico di lavoro, applicassero le norme (penali) di igiene e sicurezza che loro stessi nell’articolo dicono di violare, ovvero massimo 25 (20 se con alunno con handicap) alunni per classe in aule di almeno 50 mq netti anziché peggiorare la situazione stipando illegalmente gli alunni nelle altre classi, piani di emergenza ed evacuazione efficaci, efficace valutazione dei rischi, fornitura di carta igienica, sapone e mezzi per asciugarsi (la fornitura è un obbligo del datore di lavoro), ecc., applicassero le norme di igiene e sicurezza nelle scuole, si avrebbero più classi formate, più igiene e più sicurezza e quindi più personale. Il DPR nr. 81/09 (regolamento di razionalizzazione dell’utilizzo del personale) siccome è un atto amministrativo non può modificare il D. Lgs. nr. 81/08 (che ha assorbito il D.Lgs. 626/94) che è materia penale in tema di igiene e sicurezza delle persone e che si applica anche alle scuole e il diretto responsabile è il dirigente scolastico/datore di lavoro. Nessuno, neanche la Gelmini, si può sostituire al datore di lavoro nelle scuole ed agli altri responsabili dell’igiene e sicurezza nelle scuole.
Questa situazione, purtroppo e strano a dirsi nei confronti delle scuole che sono istituzionalmente deputate a creare cultura, è causata dalla mancanza della cultura della sicurezza che porta a non comprendere l’importanza di queste norme la cui puntuale e precisa applicazione non avrebbe causato la situazione che si è venuta a creare.
La grandezza delle aule esistenti non si può aumentare a piacere in quanto vi sono ostacoli architettonici ed altro. Neanche con i lavori di adeguamento alle norme per la maggior parte dei casi si ottiene l’allargamento delle stesse e, per i casi possibili (pochi), la conseguenza è che ne diminuisce il numero delle aule con la contestuale necessità di effettuare ampliamenti degli edifici.
Quindi, l’unica via d’uscita è quella del rispetto dell’obbligo (con risvolti penali), da parte dei dirigenti scolastici, del massimo affollamento consentito (1,80 mq netti alunno fino alle ex medie e 1,96 mq netti per le ex superiori) la cui naturale conseguenza è quella dell’aumento del numero di classi ma in situazione di sicurezza e conseguentemente l’aumento del personale necessario anche per formare efficaci Servizi di prevenzione e e protezione e relativi responsabili (RSPP).
Se i DS effettuassero una efficace valutazione dei rischi (doveva essere fatta dal lontano 1996 e consequenzialmente richiesti i lavori di adeguamento ai proprietari degli edifici) ed emettessero un valido DVR (documento valutazione dei Rischi) ed un efficace piano delle emergenze, emergerebbe con chiarezza che la copertura assicurativa INAIL e quella regionale non è sufficiente e si andrebbe all’aggiornamento delle stesse (così anche per la carta igienica, il sapone, i mezzi per asciugarsi, le pulizie e disinfestazioni e disinfezioni, ecc. ) e cadrebbe la necessità di chiedere i contributi volontari (che poi tanto volontari non sono) ai genitori. Se le scuole non hanno mai prospettato a livello centrale che hanno bisogno (dettato dalla legge penale) di fondi sia per le assicurazioni aggiornate, sia per la carta igienica, il sapone, la carta per asciugarsi, le pulizie, disinfezione, ecc., difficilmente nel bilancio vengono inseriti i fondi necessari anzi, al contrario, visto che non sono stati richiesti, questi vengono diminuiti, così come è avvenuto.
La creazione della cultura negli alunni, futuri lavoratori e datori di lavoro, avviene anche inserendo nei programmi didattici la materia "igiene e sicurezza sul lavoro, a casa e dappertutto".
Questo inserimento, nonostante sia stato da tempo previsto dal DPR 257/2000 ( si veda anche articolo in http://www.snop.it/WebEditor/16/1/archiviorivista/Pub/snop66/SNOP66.pdf – nr. 66 riv SNOP articolo scuole rubrica FOCUS ON) fino ad oggi la maggior parte delle scuole non ha ancora adempiuto. Cosa significa questo? semplicemente la conferma che nelle scuole tale cultura è ancora lontana. Gli studenti di oggi, lavoratori e datori di lavoro di domani, senza cultura della prevenzione e della sicurezza, continueranno a farsi male ed essere causa involontaria di infortuni e morti bianche che poi tanto bianche non lo sono.
Perchè fino ad adesso gli RLS (Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza – anche per gli alunni che, in particolari circostanze, sono assimilati ai lavoratori) e le RSU non hanno preteso, come loro obbligo, dai datori di lavoro (D.S.) il rispetto degli indici minimi di affollamento delle aule e la fornitura del materiale anzidetto? questo è il vero mistero e molto probabilmente la causa della situazione definita "Povera scuola pubblica".
Questione esemplificativa ed esemplare: Il 23 settembre 2009, la Gelmini, di concerto con Tremonti, ha emesso un Decreto Interministeriale che identificava le scuole (oltre venti mila) con criticità per l’edilizia scolastica e per le quali sarebbero ancora validi i vecchi requisiti di formazione delle classi e del numero di alunni in aule che risultano sottodimensionate. Si precisa che, oltre a quelle identificate nel D.I., quasi tutte le altre aule sono sottodimensionate, solo che non sono state segnalate opportunamente.
A settembre, in barba alle norme sul massimo affollamento nelle aule, al D. I. anzidetto e all’organico di fatto oramai formato, le classi sono rimaste tutte pollai zippate di alunni, fuori norma di sicurezza, pericolose e soggette a trasmettere infezioni fra alunni e personale, perdita di posti da parte del personale e precari, ulteriormente zippate di alunni in caso di assenza di insegnanti e di contemporaneità.
Cosa è stato fatto dai D.S., insegnanti, ATA, RSPP, RLS, medici competenti, ecc. ecc..
Assolutamente NULLA, ovviamente perché le norme sono ignorate per mancanza di formazione e cultura.
Si veda il D. Interministreriale del 23/09/2009 in: http://www.flcpuglia.eu/professioni/in-formazione/edilizia-scolastica-e-costituzione-delle-classi_933.html (Puglia Decreto concerto MEF criticità edifici scolastici) http://www.flccgil.lombardia.it/cms/view.php?search=piano+generale+di+riqualificazione+dell%92edilizia+scolastica&action=search&search_dir_pk=1&dir_pk=52&cms_pk=2255 Lombardia Decreto concerto MEF criticità edifici scolastici)

Mimmo DIDONNA – https://www.codacons.it Area tematica “Scuola ” e sottoarea tematica “ Scuola Sicura” – 368/568493
Igiene e sicurezza nelle scuole
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