20 Maggio 2016

«Potevano salvare mio fratello?»

«Potevano salvare mio fratello?»
i familiari chiedono sia fatta luce sul decesso. disposto il sequestro della salma

«Due ore e mezza di attesa e, nonostante gli evidenti sintomi di infarto, nessuno avrebbe compreso la gravità della situazione» I familiari di Antonino Gulisano – oggi avrebbe compiuto 48 anni – di Riposto non si danno pace e chiedono che venga fatta piena luce sul decesso del loro congiunto, spirato per arresto cardiaco poco dopo le 18 di mercoledì scorso al pronto soccorso dell’ ospedale “Santa Marta e Santa Venera” di Acireale. Se siamo di fronte ad un altro caso di malasanità o di fatalità lo stabilirà l’ inchiesta della magistratura che ha disposto il sequestro della salma e l’ acquisizione della cartella clinica. La vittima, secondo quanto raccontato dal fratello Sebastiano agli investigatori del commissariato, intorno alle 13 di mercoledì si trovava in casa, quando ha avvertito un formicolio al braccio e una lancinante fitta sulla parte sinistra del torace, all’ altezza del cuore. «Si era disteso sul letto per riposarsi, credendo si trattasse di un leggero malessere, quando, con un filo di voce, mi ha chiesto di chiamare l’ ambulanza», racconta il fratello Sebastiano. Evidenti i sintomi di un principio di infarto, compresi dai medici del 118 che hanno clinicamente stabilizzato l’ uomo, prima di trasportarlo d’ urgenza al pronto soccorso del nosocomio acese, dove è stato preso in cura dai sanitari del pronto soccorso intorno alle 15. Sempre secondo quanto ricostruito dal fratello, due ore e mezza di attesa e nonostante gli eviden ti sintomi di infarto, nessuno tra i responsabili del reparto di prima emergenza avrebbe compreso la gravità della situazione. Quando Antonino Gulisano è stato sottoposto ad un elettrocardiogramma – si legge nella denuncia dei familiari – e si attendeva l’ esito dell’ esame, è iniziata la fase acuta di fibrillazione atriale, conclusasi con la morte, avvenuta alle 17,56. Per il Codacons è «una vicenda per la quale deve rispondere prima di tutto la Regione. È inaccettabile che nel 2016 un utente possa morire all’ interno di un ospedale perché non viene sottoposto ai necessari accertamenti. La Procura dovrà verificare non solo le responsabilità del nosocomio, dei medici e del personale ospedaliero, ma anche quelle politiche della Regione, che deve garantire un’ assistenza sanitaria efficiente e completa». Sulla vicenda interviene il direttore generale dell’ Asp di Catania, Giuseppe Giammanco. «Abbiamo avviato – afferma in una nota – tutte le verifiche interne previste dalle nostre attività di gestione del rischio clinico. Ancor più considerato che l’ evento si è verificato per un paziente in pronto soccorso, dove prioritariamente sono dedicate attenzioni nella valutazione dei processo. Non è possibile, al momento, fornire maggiori informazioni – conclude – poiché le verifiche interne sono in corso». Il deputato regionale Raffaele Pippo Nicotra aggiunge che: «La prematura scomparsa di Antonino Gulisano fa tornare alla ribalta l’ annoso problema del pronto soccorso dell’ ospedale di Acireale, servizio non nuovo a casi risoltisi in maniera tragica. Torno a sottolineare l’ esigenza di un accurato controllo, a cominciare dall’ attribuzione dei codici, decisiva ai fini della sorte di chi deve ricorrere alle cure del pronto soccorso. E’ opportuno che si intervenga anche sul fronte strutturale dei reparti». SALVO CUTULI.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this