5 Aprile 2017

Potere d’ acquisto e redditi, segni positivi per le famiglie

Potere d’ acquisto e redditi, segni positivi per le famiglie
analisi
economica sull’ ultimo trimestre del 2016 renzi esulta: «le misure del
governo funzionano» brunetta (fi): «numeri drogati dall’ effetto bonus»

Nel 2016 il potere d’ acquisto delle famiglie italiane è aumentato dell’ 1,6%. Lo comunica l’ Istat. Si tratta del dato più alto dal 2001, ossia da 15 anni. In calo invece il potere d’ acquisto delle famiglie nel quarto trimestre del 2016: «A fronte di un aumento dello 0,2% del deflatore implicito dei consumi delle famiglie, il potere d’ acquisto delle famiglie consumatrici è diminuito dello 0,9% rispetto al trimestre precedente», spiega l’ Istituto. Nel 2016 anche il reddito disponibile è aumentato dell’ 1,6% e la spesa per consumi finali dell’ 1,3%, dando luogo a un aumento della propensione al risparmio di 0,2 punti percentuali rispetto al 2015. Solo una «illusione ottica» ha commentato però il Codacons. «L’ incremento del potere d’ acquisto dell’ 1,6% è da attribuirsi unicamente alla deflazione e al crollo dei prezzi al dettaglio avvenuto nel corso del 2016, quando l’ inflazione ha fatto segnare una media del -0,1% – spiega l’ associazione a difesa del consumatore -. Questo ha portato ad un aumento della capacità di spesa delle famiglie, che tuttavia è fittizia, perché non corrisponde ad un miglioramento reale delle condizioni economiche dei cittadini. La strada per tornare ai livelli di potere d’ acquisto e consumi pre-crisi è ancora molto lunga, e a dirlo sono i numeri – prosegue il presidente Rienzi -. Tra il 2007 e il 2014, infatti, la capacità di spesa delle famiglie è diminuita complessivamente del 12%, mentre nello stesso periodo i consumi degli italiani sono crollati per la maxi-cifra di 80 miliardi di euro». Di tutt’ altra opinione l’ ex premier, Matteo Renzi. «Forse gli 80 euro, l’ Imu-Tasi, l’ Irap costo del lavoro e le altre misure del Governo dei MilleGiorni qualche risultato l’ hanno portato – ha commentato -: finalmente si iniziano a vedere i risultati dopo che per anni gli italiani sono stati vessati e costretti a fare sacrifici». «Abbassare le tasse significa aiutare le famiglie: noi abbiamo iniziato, ma sappiamo che c’ è ancora molto da fare. A cominciare dal quoziente familiare o comunque da un sistema che aiuti le famiglie con figli: questa è la prossima sfida. C’ è chi parla di tasse e chi – come noi – le abbassa davvero». Anche Confesercenti non esulta: nonostante la crescita del potere d’ acquisto, «nel 2016 la ripresa dei consumi delle famiglie è stata ancora debole (+1,3%), segnando addirittura un rallentamento sull’ incremento registrato nel 2015 (+1,5%). Un dato atteso ma deludente: abbiamo perso un’ occasione, soprattutto se si considera che il recupero di disponibilità da parte delle famiglie nel 2016 è stato aiutato dalla prolungata deflazione». Per il capo dei deputati azzurri ed economista, Renato Brunetta «l’ Istat segnala che nel 2016 il potere d’ acquisto delle famiglie ha avuto il rialzo maggiore dal 2001, ancora una volta il dato medio dell’ anno potrebbe essere «drogato» dall’ effetto bonus che piano piano evapora, visto il contesto di incertezza complessivo, oltre che dalla piatta dell’ inflazione» ha specificato.
 

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