26 Febbraio 2018

A Potenza i prezzi più bassi d’ Italia qui l’ inflazione al di sotto della media

La Basilicata fa registrare un’ inflazione ben al di sotto della media nazionale (+0,7% e + 0,9%). È quanto emerge dalla classifica regionale del caro -spesa redatta dal Codancos su dati Istat. Smentito, dunque, un vecchio luogo comune secondo cui Potenza e i centri medio -grandi della regione sono tra i più cari. Non è così: la Basilicata per l’ associazione di consumatori è ultima in classifica con una spesa aggiuntiva di 64 euro per una famiglia tipo di 4 persone a fronte del Trentino (Bolzano la città più cara d’ Italia, seguita da Firenze e Genova) con 649 euro e penultima la Calabria (Reggio ) con 294 euro. Commentando la statistica, Confesercenti Potenza sottolinea la terziarietà dei dati diffusi, non di fonte nostra o di altra associazione di categoria. «Questo comunque – dice Giorgio Lamorgese, presidente Confesercenti Potenza – non significa certo che non risentiamo del calo dei consumi conseguente alle difficoltà delle famiglie potentine e con esso non avvertiamo le conseguenze che si scaricano sui titolari delle pmi del capoluogo, impegnati persino (quelli della ristorazione) a lasciare inalterato il prezzo del pranzo completo per lavoratori, impiegati, studenti, tra i rari casi dei capoluoghi di regione, da noi con una media di 12 euro a pasto. La ripresa in atto, che dovrebbe proseguire anche quest’ anno, con una variazione del Pil intorno all’ 1,5%, presenta purtroppo alcune ombre. La vitalità cui abbiamo assistito nel 2017, infatti, è stata sostenuta soprattutto da tre driver: le esportazioni, legate al recupero della domanda internazionale; gli investimenti in macchinari, sostenuti dagli incentivi di Industria 4.0; il turismo, che è su un trend di crescita strutturale». Si tratta dunque – sottolinea Confesercenti nelle sue «dieci proposte per il nuovo Governo» – di una ripartenza legata a doppio filo all’ evoluzione del quadro internazionale, e ancora debole. Pur rappresentando una novità positiva – almeno negli ultimi 10 anni – la crescita italiana è una delle più basse dell’ area euro, indietro di quasi un punto percentuale rispetto alla media.

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