Posto fisso, cinquecento precari ora
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fonte:
- La Nazione
IN CINQUECENTO inseguono il sogno del posto fisso. E presto tanti altri potrebbero seguirli. E’ prorogato a tutto il 2011 (e non più fermo al 23 gennaio) il termine entro cui proporre ricorso contro le reiterazioni dei contratti di lavoro per chiedere l’ assunzione in ruolo. E la proroga regala una nuova possibilità ai precari del settore della scuola, gli insegnanti e il personale Ata. Un «mondo» che pure in provincia di Grosseto è popolato da centinaia di lavoratori. «Nella nostra provincia – spiega Stefano Rosini, coordinatore dei precari per la Cgil e componente del direttivo provinciale Idv, insegnante precario da 9 anni – hanno già presentato domanda per essere immessi in ruolo almeno 450 precari della scuola. E mi riferisco solo a quelli iscritti alle tre maggiori organizzazioni sindacali: in tutto saranno oltre 500. Hanno fatto vertenza in base a quanto previsto dalla Legge Sacconi, che imponeva il termine del 23 gennaio (ora superato) per impugnare qualsiasi irregolarità del rapporto di lavoro, altrimenti tutto sarebbe stato sanato». A questo proposito Grosseto può vantare un primato: a livello nazionale il caso è stato sollevato dal Codacons il 5 gennaio, ma in Maremma Rosini ha anticipato tutti, annunciando già il 23 novembre la possibilità dei ricorsi. E adesso che succede? «Ora i 450 precari che hanno presentato domanda – chiarisce Rosini – hanno 270 giorni di tempo per decidere se iniziare o meno il ricorso vero e proprio. E questo dipenderà dalla situazione di ognuno. Questa non è una class-action, sono cause individuali e occorre valutare con attenzione se vale la pena proseguire con la vertenza, perché le spese legali sono a carico del ricorrente e c’ è il rischio di rimetterci 2-3mila euro». E NON TUTTI hanno le stesse speranze di ritrovarsi «di ruolo», ovviamente. «Non creiamo aspettative: potranno sperare di entrare in ruolo – precisa Stefano Rosini – solo i precari che hanno certi requisiti. Un buon parametro è quello stabilito dalla sentenza del 22 settembre 2010 del Tribunale del lavoro di Siena: il giudice ha riconosciuto a una insegnante il diritto a entrare in ruolo giuridicamente, assegnandole in più 4mila euro di danni. E in quel caso aveva 6 anni di insegnamento. Certo, si tratta solo del primo grado di giudizio e occorre aspettare. Ma sicuramente chi ha ricoperto per 6 anni una cattedra vacante (cioè non semplicemente una supplenza) ha requisiti forti su cui contare. Possiamo dire che un buon punto di partenza è avere 3 anni di insegnamento (per i docenti) oppure di attività come operatore della scuola (per il personale non docente), ed essere abilitati all’ insegnamento o far parte delle graduatorie Ata: in questa situazione ce ne sono tanti, almeno il 50-60% di quanti hanno presentato ricorso. C’ è gente precaria da vent’ anni». Ecco le prossime mosse. «Ora, con il nostro avvocato della Cgil, stiamo valutando caso per caso la situazione di ognuno. E a settembre avremo il quadro preciso di quanti hanno trasformato l’ impugnativa in ricorso».
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