Poste sotto accusa. La Regione non farà più sconti
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fonte:
- Corriere della Sera
Poste sotto accusa. La Regione non farà più sconti. Il direttore: l`emergenza sta rientrando
“Ora basta“, si raccomandano alle Poste da destra e da sinistra. “Il tempo delle promesse è finito, non vi faremo altri sconti“, tuona la leghista Rosy Mauro. Prende la parola il consigliere Pd Luca Gaffuri, stesso tono, j`accuse : “I cittadini pagano sempre di più per un servizio sempre peggiore“. Ritardi, mesi di arretrati, proteste, class action e “troppi soldi pubblici buttati“. Una situazione “i-nac-cet-ta-bi-le“, scandiscono maggioranza e opposizione: “D`ora in poi la vigilanza sarà continua, denunceremo i disservizi “. Dici Poste e al Pirellone spuntano intese larghe e strane. Ieri, audizione dei vertici lombardi dell`azienda. Fuoco incrociato sui dirigenti. Il Carroccio: “Questa gestione penalizza anziani e periferie“. Il Pd: “Se non siete in grado di recapitare la posta, assumetevene le responsabilità“. Il country manager di Poste, Gino Frastalli, ascolta, prende appunti e risponde: “La situazione si sta normalizzando“. Non tornano i conti, in commissione Bilancio. Sul tavolo: due mesi di tilt, centinaia d`ore di sciopero, tonnellate di ritardi e camion di carta al macero (l`azienda: “Tutto in regola“; il Codacons: “C`è un esposto“). Il 29 febbraio azienda e sindacati hanno firmato un patto per il rilancio. Ma in una settimana non si fa la rivoluzione. Test del mercoledì. Missive in ritardo nelle periferie milanesi (Quarto Oggiaro e Gratosoglio) e a Rho. Il caos di Varese “c`è ancora, nasce nei centri di Peschiera e Roserio“, si scarica a valle: “Non riusciamo a smaltire la corrispondenza“, dicono i sindacati. A Pavia una cartolina “viaggia quattro giorni prima d`arrivare a destinazione“. Nel Comasco (Mozzate, Lomazzo e Appiano, per dire) “si lavora sott`organico“. L`ufficio di Lurago soffoca di carta, i dipendenti di Rovellasca sono “coperti dagl`insulti“ degli ammini-stratori locali. I disagi di Bergamo si concentrano nei quartieri Longuelo e Campagnola. La filiera di Mantova e Brescia è ripartita sì, “ma a singhiozzo“. In Lombardia passa il 30% della posta nazionale, 4-5 milioni di pezzi al giorno. Il sistema: tre centri meccanizzati (Peschiera Borromeo, Roserio e Brescia), 42 centri primari di distribuzione (l`ultimo è stato inaugurato a Crema), 6mila postini. Le tratte di consegna monitorate sono 93 e “la puntualità media è superiore all`80%“, dicono da Poste. Non basta comunque, pare. E allora “la rete di distribuzione sarà allargata“. Così Rosario Fava, responsabile Poste dell`area logistica: “Abbiamo appena assunto altri 252 portalettere“. E quest`anno spunteranno 5 nuovi centri primari di smistamento: Busto Arsizio (Va), Chiari e Leno (Bs), Valmadrera (Lc) e Legnano (Mi). Tra i 250 e i 500mila euro d`investimento tra sedi, bilance e casellari hi-tech. Emergenza rientrata? “è presto per dirlo“, risponde Giuseppe Marinaccio, segretario lombardo della Cisl Poste: “Centinaia di contratti a termine scadono il 31 marzo, in piena campagna elettorale“. Ci sono simboli, volantini e nuovi miracoli italiani da mettere in cassetta e così “il rischio di ripetere la débcle natalizia“. Tanti auguri, ma a San Valentino.
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