6 Marzo 2008

Poste sotto accusa. La Regione non farà più sconti

Poste sotto accusa. La Regione non farà più sconti
Poste sotto accusa. La Regione non farà più sconti. Il direttore: l`emergenza sta rientrando

“Ora basta“, si raccomandano alle Poste da destra e da sinistra. “Il tempo delle promesse è finito, non vi faremo altri sconti“, tuona la leghista Rosy Mauro. Prende la parola il consigliere Pd Luca Gaffuri, stesso tono, j`accuse : “I cittadini pagano sempre di più per un servizio sempre peggiore“. Ritardi, mesi di arretrati, proteste, class action e “troppi soldi pubblici buttati“. Una situazione “i-nac-cet-ta-bi-le“, scandiscono maggioranza e opposizione: “D`ora in poi la vigilanza sarà continua, denunceremo i disservizi “. Dici Poste e al Pirellone spuntano intese larghe e strane. Ieri, audizione dei vertici lombardi dell`azienda. Fuoco incrociato sui dirigenti. Il Carroccio: “Questa gestione penalizza anziani e periferie“. Il Pd: “Se non siete in grado di recapitare la posta, assumetevene le responsabilità“. Il country manager di Poste, Gino Frastalli, ascolta, prende appunti e risponde: “La situazione si sta normalizzando“. Non tornano i conti, in commissione Bilancio. Sul tavolo: due mesi di tilt, centinaia d`ore di sciopero, tonnellate di ritardi e camion di carta al macero (l`azienda: “Tutto in regola“; il Codacons: “C`è un esposto“). Il 29 febbraio azienda e sindacati hanno firmato un patto per il rilancio. Ma in una settimana non si fa la rivoluzione. Test del mercoledì. Missive in ritardo nelle periferie milanesi (Quarto Oggiaro e Gratosoglio) e a Rho. Il caos di Varese “c`è ancora, nasce nei centri di Peschiera e Roserio“, si scarica a valle: “Non riusciamo a smaltire la corrispondenza“, dicono i sindacati. A Pavia una cartolina “viaggia quattro giorni prima d`arrivare a destinazione“. Nel Comasco (Mozzate, Lomazzo e Appiano, per dire) “si lavora sott`organico“. L`ufficio di Lurago soffoca di carta, i dipendenti di Rovellasca sono “coperti dagl`insulti“ degli ammini-stratori locali. I disagi di Bergamo si concentrano nei quartieri Longuelo e Campagnola. La filiera di Mantova e Brescia è ripartita sì, “ma a singhiozzo“. In Lombardia passa il 30% della posta nazionale, 4-5 milioni di pezzi al giorno. Il sistema: tre centri meccanizzati (Peschiera Borromeo, Roserio e Brescia), 42 centri primari di distribuzione (l`ultimo è stato inaugurato a Crema), 6mila postini. Le tratte di consegna monitorate sono 93 e “la puntualità media è superiore all`80%“, dicono da Poste. Non basta comunque, pare. E allora “la rete di distribuzione sarà allargata“. Così Rosario Fava, responsabile Poste dell`area logistica: “Abbiamo appena assunto altri 252 portalettere“. E quest`anno spunteranno 5 nuovi centri primari di smistamento: Busto Arsizio (Va), Chiari e Leno (Bs), Valmadrera (Lc) e Legnano (Mi). Tra i 250 e i 500mila euro d`investimento tra sedi, bilance e casellari hi-tech. Emergenza rientrata? “è presto per dirlo“, risponde Giuseppe Marinaccio, segretario lombardo della Cisl Poste: “Centinaia di contratti a termine scadono il 31 marzo, in piena campagna elettorale“. Ci sono simboli, volantini e nuovi miracoli italiani da mettere in cassetta e così “il rischio di ripetere la débcle natalizia“. Tanti auguri, ma a San Valentino.

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