26 Febbraio 2019

«Poste rimborsino buoni trentennali secondo gli accordi»

Circa tre anni per ottenere la decisione, ma alla fine il risultato è stato positivo per i ricorrenti. I giudici del Tribunale civile di Catania hanno infatti condannato Poste Italiane a pagare ad una coppia di coniugi in possesso di vari buoni fruttiferi emessi dall’ ente con scadenza trentennale (serie O del 1984) l’ importo derivante dalle prescrizioni contenute nei titoli, nel rispetto e secondo quanto risultava dal loro contenuto. A diffondere la decisione dei giudici etnei è stato attraverso una nota il segretario nazionale dell’ associazione “Codacons” Francesco Tanasi che ha definito la sentenza «una vittoria per i risparmiatori che si vedono corrisposta solo circa la metà di quanto sarebbe invece l’ importo totale secondo le disposizioni poste sulla tabella a tergo degli stessi titoli».La coppia che ha ottenuto il responso positivo dei giudici, si era rivolta all’ associazione nel 2015 e, assistita dall’ avvocato Veronica Russo, componente l’ ufficio legale provinciale del Codacons, aveva citato in giudizio l’ ente Poste Italiane s.p.a. chiedendo il “ristoro” integrale dei loro buoni, nel rispetto delle disposizioni riportate sulla tabella.Tanasi ha quindi sottolineato: «Sono trascorsi poco più di tre anni, ma la decisione del Tribunale di Catania ha stabilito che la discrepanza tra le prescrizioni ministeriali e le indicazioni invece riportate sui buoni postali offerti in sottoscrizione al richiedente, deve essere risolta dando la prevalenza alle seconde. L’ accordo negoziale ha ad oggetto il contenuto enunciato dai buoni, anche quando in precedenza, con decreto ministeriale, siano state modificate le relative condizioni».

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