7 Gennaio 2017

Poste, quei 4 fondi immobiliari in crisi

Poste, quei 4 fondi immobiliari in crisi
bruciati molti degli 850 milioni raccolti: allo studio un risarcimento

MILANO- C’ è un caso di risparmio tradito che ha fatto meno scalpore del Monte dei Paschi o dell’ Etruria, ma che sta per deflagrare con numeri da capogiro: lo ha rivelato ieri il quotidiano Repubblica. Riguarda migliaia di risparmiatori che hanno pensato bene di lasciarsi incantare dalla tradizionale sicurezza che garantivano i prodotti di risparmio postali, associati con un altro investimento “sicuro” come il mattone. LE SCELTE DELL’ AD SARMI Le Po ste, insieme ad altri collocatori, dal 2002 al 2005, sotto la guida di Massimo Sarmi, hanno venduto nei loro 13mila uffici le quote di quattro fondi immobiliari, che avevano in comune due cose: il prezzo, di 2.500 euro l’ una (un taglio non elevato e per questo accessibile a molti portafogli) e l’ alta rischiosità dell’ investimento. Il tutto era spiegato bene nei prospetti informativi dei fondi Invest Real Security, Obelisco, Europa Immobiliare 1 e Alpha, ma non sembra – secondo Repubblica – che sia stato spiegato altrettanto bene a chi si recava in Posta in cerca di consigli per i risparmi. Che le cose non andassero nel verso giusto lo avevano capito tutti leggendo i rendiconti annuali dei fondi che hanno quasi sempre chiuso con perdite. Anno dopo anno, gli 850 milioni di euro raccolti inizialmente e divisi in oltre 340mila quote si sono quasi evaporati. Il nodo è giunto al pettine con la scadenza del primo dei quattro fondi. Cinque giorni fa, il 31 dicembre 2016, l’ Invest Real Security, dopo aver allungato con una proroga la propria vita di tre anni nella speranza di vendere al meglio i propri immobili, ha chiuso i battenti. Le parole scritte nel rendiconto del fondo suonano come una lapide per gli investitori: Verrà effettuato un primo rimborso ad oggi stimato di 390 euro per quota entro il 31 marzo 2017. Mentre il rimborso finale complessivo – che comunque avrà ad oggetto importi residuali – sarà determinato solo con la liquidazione del fondo. Potranno quindi arrivare pochi euro in più, ma si tratta comunque di un bagno di sangue per chi aveva comprato le quote a 2.500 euro l’ una specie se si considera che in 13 anni il fondo ha distribuito solo 658 euro per quota. A giugno, gli esperti del fondo stimavano il valore delle quote a 1.229 euro, senza nemmeno immaginare che sei mesi dopo sarebbero state liquidate a meno di un terzo. LE CAUSE DELLA DEBACLE DEI FONDI I motivi della debacle sono semplici. I fondi immobiliari raccolgono i capitali dai risparmiatori attraverso la vendita di quote e con il ricavato comprano palazzi: a volte li ristrutturano per poi venderli a un prezzo più elevato, a volte li rivendono dopo averli messi in affitto. Se le vendite e gli affitti vanno bene, i proventi vengono distribuiti o accumulati per aumentare il valore delle quote. Diversamente, si registrano perdite. Per portare a termine la propria missione il fondo ha 10 anni di tempo, ma in caso di difficoltà la società che li gestisce applica una proroga. Per tutti i fondi collocati dalle Poste, la crisi del settore e il crollo dei prezzi degli immobili non hanno lasciato scampo. Il fondo Invest Real Security ne è l’ emblema: i suoi ultimi cinque immobili sono stati ceduti a prezzi di svendita. Il centro commerciale di Andria è stato venduto per 8,8 milioni con una minusvalenza di 14,2 milioni rispetto al valore certificato al 30 giugno. E così è andata per tutti gli altri, il centro commerciale di Bologna (perdita di 11,9 milioni), un immobile a Rutigliano (meno 1,76 milioni). Nonostante le perdite dei sottoscrittori le società di gestione del risparmio (Sgr) hanno continuato a incassare ogni anno commissioni che variano tra lo 0,8 e l’ 1,8% del valore del fondo. E come loro hanno guadagnato le banche depositarie, gli esperti che hanno redatto le perizie degli immobili, pur cambiandone più volte il valore e determinando l’ oscillazione del prezzo delle quote. Al 30 giugno 2016, la va lutazione dei periti del fondo Obelisco era di 1.118 euro, mentre quella di Europa Immobiliare 1 era di 1.314 euro, meno della metà del valore iniziale. Le cose sembrano andar meglio per il fondo Alpha valutato 3.304 euro, ma si tratta di una salute apparente, perché dopo un avvio brillante è dal 2012 che non distribuisce più proventi e per riuscire a vendere gli immobili ha chiesto una proroga di 15 anni con buona pace dei pensionati che nel 2002 hanno investito nel fondo. Salute permettendo, dovranno aspettare fino al 2030. IL REGOLAMENTO DELLA CONSOB E I FONDI Sui fondi avrebbero dovuto vigilare Banca d’ Italia e Consob. Poste, dal canto suo, sostiene di non essere l’ unico col locatore e sta cercando, non ancora ufficialmente, un accordo con i consumatori. Eppure, stando al regolamento Consob attuativo del Testo unico della finanza (art. 28), quei prodotti non sarebbero dovuti finire nei portafogli dei piccoli risparmiatori perché ad alto rischio: la durata temporale è medio -lunga e sono difficili da vendere. Le Sgr li hanno pure collocati in Borsa per renderli più liquidi, male quotazioni sempre a sconto non hanno permesso di venderli. I valori di Borsa riflettono le difficoltà nella cessioni degli immobili. L’ ultima quotazione del fondo Invest Real Security (28 dicembre 2016) era di 410 euro, ben lontana dai 1.229 euro del perito, ma ben più vicina al valore di liquidazione finale (390 euro). Oggi in Borsa Obelisco vale 216 euro, Europa Immobiliare 936 euro e Alpha 1.321. Per capire le perdite non serve un perito. POSTE ITALIANE: INTEVENTI A FAVORE DEI CLIENTI Poste Italiane, che ha agito in qualità di collocatore così come diverse altre istituzioni finanziarie di piccole e grandi dimensioni, intende finalizzare ed avviare, nel breve, iniziative in favore dei clienti che hanno sottoscritto il fondo andato in scadenza il 31 gennaio. L’ occasione propizia per un primo giro di tavolo ed una valutazione delle forme del ristoro potrebbe essere rappresentata dal cda di inizio anno atteso per i prossimi giorni. D’ altronde, nel corso di un incontro di routine tenutosi con i consumatori a inizio dicembre, lo stesso amministratore delegato, Francesco Caio, si era impegnato, sollecitato sul tema, a trovare una soluzione al problema. Non sono però tardate le proteste. Dal Pd, che con Michele Meta annuncia la volontà di chiamare alla Camera i vertici di Poste e della Consob, ai consumatori del Codacons: Se ancora una volta i risparmi degli italiani andranno in fumo, saranno inevitabili nuove azioni risarcitorie da parte del Codacons a tutela dei piccoli investitori.
 

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