Poste, lettere più care Previsti aumenti dal 33,3% al 66,6%
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
Nuovi parametri anche per le aziende
Poste, lettere più care Previsti aumenti dal 33,3% al 66,6%
ROMA – Un impatto positivo da 200 milioni l`anno sui ricavi di Poste italiane. A regime, è questo l`effetto che avrà sui conti del gruppo guidato da Massimo Sarmi la rivoluzione tariffaria che per le famiglie cancella la posta ordinaria – sostituita da quella prioritaria – e per le aziende introduce la “ corrispondenza massiva“, il nuovo prodotto con costi in base al volume, al peso e alla destinazione degli invii. Vediamo più nel dettaglio le novità, contenute nel decreto firmato il 12 maggio dall`ex ministro delle Comunicazioni, Antonio Landolfi, e pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dello scorso venerdì: il vecchio francobollo da 45 centesimi della posta ordinaria con il recapito entro tre giorni è stato sostituito dalla tariffa unica prioritaria ( 60 centesimi) con la garanzia, secondo lo standard fissato per il 2006, della consegna il giorno successivo alla spedizione per l` 88% degli invii, ed entro tre giorni per il 99 per cento. Il recapito più veloce- assicurato dall`utilizzo degli aerei al posto dei furgoncini per trasportare la corrispondenza – ha un costo aggiuntivo per le famiglie italiane: rispetto alle spedizioni ordinarie, infatti, l`aumento è del 33,3% per gli invii fino a 20 grammi, ma sale al 64,7% per lo scaglione di peso tra 21 e 50 grammi ( 1,40 euro) e raggiunge il 66,6% per lo scaglione successivo tra 51 100 grammi ( 1,50 euro). Quanto alla tariffa della posta prioritaria, va comunque ricordato che dal momento della sua introduzione ( 1999), è diminuita del 3,3% ( da 0,62 a 0,60 euro), e rimarrà inalterata fino al 2009. La scelta italiana non è isolata nel panorama europeo: in 13 paesi europei ( tra questi, la Germania, la Spagna e l`Irlanda) la posta ordinaria non esiste più. Nel nostro Paese già prima del pensionamento del vecchio francobollo, le spedizioni con la posta prioritaria ( 80 milioni) avevano superato quelle effettuate con la posta ordinaria ( 70 milioni). “ La velocità delle consegne – spiega l`ad Massimo Sarmi – è un fattore decisivo per essere competitivi in una fase come l`attuale, caratterizzata da forme di comunicazione rapidissime, come l`e mail e gli sms “ . La rimodulazione tariffaria – che interessa sia l`area in cui le Poste operano in monopolio, sia quella in cui sono in concorrenza con altri operatori – ha provocato la protesta delle associazioni dei consumatori, che hanno chiesto al nuovo ministro delle Comunicazioni di revocare il decreto, annunciando per voce del Codacons un ricorso al Tar. Duro il senatore ds, Esterino Montino. “ L`aumento del 30% a carico delle famiglie non ha motivo – afferma – visto che la spedizione delle lettere è un servizio sociale e ormai l` 87% della corrispondenza è di carattere commerciale. è su quei volumi che le Poste avrebbero dovuto applicare le loro strategie di concorrenza, non andando a gravare su tariffe che colpiscono il cittadino “ . Le Poste replicano sostenendo che le “ nuove tariffe sono sostanzialmente rivolte alla clientela business e incidono in misura irrilevante sul bilancio delle famiglie “ . Secondo i dati Istat l`impatto sull`indice dei prezzi al consumo che sarà pari allo 0,01%, determinerà un aumento di spesa di circa 15 centesimi al mese ( 2 euro l`anno), mentre stando alle rilevazioni interne delle Poste la ricaduta è inferiore, considerando che le lettere inviate dalle famiglie con posta ordinaria sono in media 3 l`anno. Sempre dalle Poste fanno anche notare che con questa operazione la tariffa si avvicina al costo di produzione, considerando che la singola spedizione ordinaria costa tra i 70 e i 90 centesimi ( 95 centesimi per la prioritaria) e che la copertura assicurata dal contributo dello Stato per l`Osu ( l`Onere del servizio universale) non è suffficiente: nel 2005 è stato pari a 359 milioni a fronte di 863 milioni di costo. La tendenza, peraltro, è ad una progressiva riduzione di questo contributo statale. Novità ancora maggiori riguardano la posta commerciale che copre l` 87% del totale delle spedizioni, con 6.250 miliardi di pezzi su 7.200 miliardi complessivi. Cancellata la cosiddetta “ posta ibrida“ generata elettronicamente e consegnata in forma cartacea ( 37 centesimi), e l`ordinaria ( 45 centesimi), con la “ corrispondenza massiva“ si avranno tariffe differenziate a seconda se “ omologate“ ( ovvero trattate secondo determinati standard) o “ non omologate“, con differenze a seconda se dirette in aree metropolitane, capoluoghi di provincia o aree extraurbane. Il nuovo sistema tariffario sarà operativo, con ogni probabilità, dal prossimo primo giugno. “ Abbiamo modernizzato il sistema – sostiene Sarmi -, se la spedizione è già preparata secondo un certo standard i costi si abbassano e la tariffa scende. Analogamente se la spedizione è diretta verso un`area metropolitana, visto che comporta costi minori per la consegna, la tariffa diventa più conveniente di quella attuale “ .
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