Poste lente, aspetta il passaporto per mesi
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fonte:
- Il Messaggero
Poste lente, aspetta il passaporto per mesi
Plico assicurato è partito ad agosto ed è arrivato ieri l?altro
PERUGIA – Non è raro sentire lamentele per ritardi di pacchi e lettere consegnate in ritardo. Ma per un giovane elettricista si è trattato di qualcosa di più che di un semplice ritardo. Il ragazzo attendeva una spedizione assicurata contenente due passaporti vistati dall?ambasciata del Ghana (dove c?era l?oppportunità di andare a lavorare). Il pacchetto, come per magia, si è perso chissà in quale curva del viaggio e, dal 14 agosto solo da poche ore il giovane è riuscito a rimettere le mani sui suoi documenti. Un periodo di quasi due mesi che ha rischiato di far perdere l?occasione di lavoro all?elettricista.
Questo un problema che riguarda anche gli acquisti, in aumento, per corrispondenza (cataloghi, internet, televendite). Ma i problemi non colpiscono solamente gli acquirenti delle merci, ma anche i venditori. Infatti, nella maggior parte dei casi il pagamento avviene per contrassegno. Vale a dire che al momento del ritiro del pacco si paga il dovuto a chi lo ha consegnato. L?acquirente versa il denaro a chi consegna e successivamente la somma viene accredita sul conto del venditore.
Questo, però, non sempre avviene in tempi brevi. «Ci siamo attivati – racconta Falcinelli del Codacons – dopo aver ricevuto alcune segnalazioni che ci facevanmo notare che quell?accredito non avveniva entro pochi giornio, ma passava molto tempo». Un problema che Poste Italia si è incaricata di risolvere, ma che non va sottovalutato e che fa agire alcune aziende in una situazione di pronto (la consegna del prodotto) contro termini (la riscossione del dovuto).
Da non sottovalutare anche la situazione di riduzione di uffici postali. «Stiamo cercando – continuano dal Codacons – di non far chiudere l?ufficio postale di Prodo, vicino Orvieto. L?ufficio è aperto solo alcuni giorni alla settimana, ma è utile per i circa cento anziani che abitano in zona che, se dovesse chiudere, dovrebbero andare ad un altro che dista 16 chilometri». Ma quello di Prodo non è l?unico ufficio periferico che rischia di chiudere.
Dal Codacons continuano: «Ce ne sono stai segnalati alcuni anche vicino Perugia e nella zona del Trasimeno. Forse fa parte di una politica aziendale di accentramento, opposta alla politica di qualche tempo di forte presenza sul territorio».
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