5 Febbraio 2009

POSTE ITALIANE: LA BEFFA DELLA POLIZZA VITA

In tanti  al Codacons per recuperare i propri risparmi

AVEVANO SOTTOSCRITTO DELLE APPARENTI POLIZZE VITA A PARTIRE DAL 2002 GLI IGNARI SOTTOSCRITTORI, CREDENDO CHE LE STESSE AVESSERO UN CAPITALE GARANTITO, E, IN OGNI CASO, UN PRODOTTO SENZA RISCHIO: ora piangono i loro risparmi, dopo che PosteVita, con una semplice comunicazione, riferisce ai loro clienti che la polizza da loro sottoscritta si è più che dimezzata, causa la crisi dei mercati; macché crisi!!! Quelle non erano delle polizze assicurative!!!
Nella modulistica consegnata al cliente, non si dava atto, infatti della vera natura del prodotto acquistato: polizza index linked , che ti garantisce tutto, tranne il capitale. Peccato che nessuno l’abbia mai detto ai sottoscrittori, ora indignati. “Invero, quello che da Poste Italiane è stato collocato ai propri clienti è un prodotto finanziario, non di certo assicurativo, con tutte le conseguenze che ne derivano”, riferisce l’Avv. Diana Barrui, Presidente del Codacons Liguria: “ci si riferisce a particolari contratti che sono solo “apparentemente” strumenti assicurativi, ma nascondono al loro interno un forte elemento finanziario tali da farli considerare prodotti speculativi. In genere chi stipula una polizza vita versa alla assicurazione un importo a titolo di premio garantendosi un capitale o una rendita al verificarsi di un determinato evento ( morte, infortunio ecc). A tal fine, la compagnia assicurativa abbina il contratto a determinati indici, e le polizze subiscono le oscillazioni di questi indici, arrivando anche ad azzerarsi, o a vedere più che dimezzato il capitale, come nel caso delle Polizze Posta Italiane”.
È che non sono prodotti assicurativi ma finanziari è dimostrato dal fatto che la facoltà di riscatto consente all’assicurato di recuperare in qualunque momento non già il capitale o il premio, bensì una somma commisurata al valore delle quote del fondo aperto con integrale assunzione del rischio. Viceversa, nessuna incidenza per la compagnia assicuratrice sotto il profilo economico, e, di contro, nessun vantaggio al beneficiario dal verificarsi del decesso della persona sulla cui vita è stipulato il contratto: proprio l’assenza di rischio per la compagnia assicuratrice, da ritenersi elemento essenziale e causa del contratto di assicurazione sulla vita, impone di escludere che si versi in tali ipotesi.
Pertanto, i pochi risparmi, le liquidazioni, i quattro spiccioli messi faticosamente da parte, oggi si volatilizzano in barba ai loro proprietari. Forse, se l’emittente avesse avvisato i sottoscrittori che quanto stavano firmando non garantiva affatto il capitale, se avessero effettivamente reso edotto il cliente della vera natura del prodotto, oggi qualcuno non rimpiangerebbe quel contratto sottoscritto anni fa.
Ma attenzione!!! In sostituzione di tale prodotto, le Poste ora ne offrono un altro: chi lo volesse sottoscrivere recupererà il capitale solo nel 2015, sebbene si possa richiedere la risoluzione del contratto e recuperare da subito quanto investito.
Il Codacons consiglia pertanto di recarsi presso i propri sportelli onde ponderare le giuste scelte.

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