8 Giugno 2011

Poste Italiane fallisce l’ obiettivo

Poste Italiane fallisce l’ obiettivo
 

■ Le Poste italiane corrono ai ripari: il presidente Giovanni Ialongo ha convocato un consiglio di amministrazione urgente della società «al fine di garantire il presidio del vertice aziendale sul tema per esaminare le problematiche emerse a seguito dei disservizi informatici causati da malfunzionamento dei sistemi forniti dalle aziende costruttrici, per adottare i conseguenti provvedimenti a tutela della società e dei suoi clienti». Un malfunzionamento che ha generato il caos. Servizi che vanno avanti, a singhiozzi, da una settimana, con conseguenze spesso paradossali. Come la riscoperta da parte di molti utenti delle Poste italiane di una certa nostalgia per i vecchi uffici. A Roma, ad esempio, quelli di via Marmorata, piazza Bologna, Eur, Montesacro, Pigneto, Piazza Mazzini sono stati letteralmente presi d’ assalto. Qui appunto vige ancora il vecchio software, l’ unica salvezza per molti cittadini che da giorni non possono operare normalmente. L’ inconveniente di questi giorni, infatti, è stato determinato dal software di base del sistema centrale di sportello Ibm – Hp attraverso il quale vengono erogati i servizi agli uffici postali. La scelta, motivata dalla necessità di ridurre i tempi di rilascio dei nuovi servizi per semplificare l’ operatività e incrementare la sicurezza delle operazioni di sportello – e dunque maturata nella prospettiva di un ammodernamento dei servizi postali-, non ha però prodotto un miglioramento delle performance di sistema. Dopo le dichiarazioni di sabato scorso in cui le Poste avevano comunicato che i disagi erano finiti, è già di lunedì la scoperta che nella è cambiato. Ancora sportelli a singhiozzo o in tilt, presi d’ assalto da chi da giorni lotta con cedolari secche, raccomandate, bollettini da pagare e pensioni da ritirare. Roventi i centralini e impossibile anche riuscire a trovare una linea telefonica libera per avere informazioni sulla situazione. I tecnici delle Poste fanno sapere che si sta lavorando «giorno e notte, ma non possiamo fare promesse» e sul profilo Facebook dell’ azienda le scuse ai clienti «per i disagi » e i ringraziamenti ai dipendenti «per il loro impegno. Alla risoluzione del problema stanno provvedendo tecnici italiani e statunitensi». Il tentativo è quello di calmare gli animi, ma i tempi potrebbero allungarsi ulteriormente e col passare dei giorni monta l’ ira degli utenti. Il Codacons fa sapere al Riformista che ha presentato una diffida a Berlusconi e al Ministro delle comunicazioni, Paolo Romani, «per sospendere tutti i termini di legge per il tempo necessario che ci vorrà a ripristinare il sistema». Nello specifico sottolinea Carlo Rienzi «chiediamo un bonus da 50 euro da utilizzare in servizi postali in favore di coloro che hanno dovuto sopportare file superiori alle due ore e 25 euro per ogni ulteriore ora di attesa dalla seconda in poi». Ma sul problema è anche intervenuta l’ Autorità per le comunicazioni (Agcom) che, attraverso le parole del presidente Corrado Calabrò, ha sottolineato il proprio no a un modello debole per le autorità indipendenti come avvenuto per le Poste, la cui vigilanza è stata assegnata ad Parlamento e Governo a un’ agenzia. Nino Alesci, responsabile della Uil Poste Lombardia, fa sapere invece che l’ incidente «era prevedibile a causa del nuovo sistema che accentra i dati» e che «il Capo Divisione di Milano era stato allertato sui possibili rischi d’ intasamento. Milano in questo caso è la capitale del disastro». L’ Antitrust, invece, avverte che non interverrà «c’ è un’ Agenzia che lo farà» e poi, come ha ricordato Antonio Catricalà «non è il caso di fare sciacallaggio, può capitare alle grandi aziende». La questione, insomma, è al centro di una battaglia delle associazioni dei consumatori. Intanto è previsto per questo giovedì a Roma l’ incontro tra Poste Italiane e Codacons, per definire il tavolo di conciliazione sul risarcimento da dare agli utenti rimasti coinvolti nei disservizi. Il Codacons chiede di prevedere «un indennizzo non solo per i danni materiali, come bollette e contravvenzioni scadute, ma anche per i disagi patiti dagli utenti», come le lunghe file e le attese interminabili. La tavola rotonda dovrà analizzare i singoli casi per stabilire gli eventuali indennizzi e appurare i casi di maggiore disagio. Chi ha subito gravi conseguenze, magari per il mancato pagamento di una multa o l’ invio di una raccomandata entro le scadenze, assicurano, che potrà ottenere un risarcimento.

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