27 Novembre 2019

Poste, istruttoria Antitrust su raccomandate non consegnate

 

concorrenza Poste, istruttoria Antitrust su raccomandate non consegnate Funzionari dell’ Autorità hanno svolto ispezioni nelle sedi della società interessata, con l’ ausilio del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza Roberto Rustichelli, presidente dell’ Antitrust 2′ di lettura Poste finisce sotto la lente dell’ Antitrust. Il Garante per la concorrenza ha avviato un’ istruttoria sulla società per presunte pratiche commerciali scorrette nell’ invio delle raccomandate. Secondo l’ Autorità, Poste prometterebbe infatti «ingannevolmente» agli utenti servizi che in realtà non verrebbero garantiti, inducendoli a scegliere lo strumento della raccomandata promuovendo caratteristiche che non vengono però rispettate. Il mancato accertamento della presenza del destinatario Una delle ‘colpe’ ricadrebbe sui postini. L’ avviso di giacenza del plico raccomandato verrebbe infatti spesso depositato nella cassetta postale del destinatario dell’ invio «senza previo accertamento della presenza o meno del medesimo al proprio domicilio», in pratica senza nemmeno suonare al citofono o alla porta. In questo modo il destinatario che voglia entrare in possesso del plico viene costretto «ad esperire procedure alternative previste da Poste, con uno slittamento dei tempi di consegna ed un dispendio di tempo ed energie che non sarebbe necessario qualora il tentativo di consegna venisse realmente effettuato». I messaggi ingannevoli Secondo l’ Antitrust, Poste, inoltre, avrebbe veicolato «messaggi ingannevoli riguardo al servizio di ritiro digitale, vale a dire la versione evoluta della consegna fisica, delle raccomandate, con riferimento alle relative condizioni economiche e di utilizzo». Nella giornata di oggi – rende noto l’ Antitrust – i funzionari dell’ Autorità hanno svolto ispezioni nelle sedi della società interessata, con l’ ausilio del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza. Il plauso dei consumatori All’ apertura del procedimento plaudono i consumatori. L’ Unc la giudica un’ ottima notizia e bolla quello delle raccomandate come un servizio «decisamente troppo caro e poco efficiente». Secondo l’ associazione, «bisogna tornare ai tempi in cui il postino suona sempre due volte. Non è possibile che il destinatario non si cerchi nei dovuti modi e che si lasci sistematicamente l’ avviso di giacenza in casella, costringendo il consumatore a fare lunghe code in posta per recuperare la raccomandata ricevuta». Il Codacons chiede invece che, in caso di accertamento delle irregolarità, Poste risarcisca gli utenti interessati. Se così non fosse l’ associazione si dice pronta a procedimenti legali.

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