26 Novembre 2009

Poste in tilt per una virgola conti gonfiati, stop ai prelievi

Salta il software, si bloccano le carte. Trovati gli hacker di ottobre

 
ROMA – è bastata una virgola per mettere paura a moltissimi clienti di Poste italiane. Ieri infatti chi ha dato un´occhiata al saldo del proprio conto corrente postale ha rischiato l´infarto, perché – per via di un cambio di software non riuscito – durante le transazioni, il sistema informatico della società non sempre ha letto la virgola. Così, in molti casi, 15,00 euro sono diventati 1500 euro e via dicendo, con le prevedibile conseguenze sui conti dei clienti, andati in tilt per gli eccessivi addebiti. Ma il disagio ha colpito anche una parte dei consumatori che hanno tentato di utilizzare Postamat (la carta di credito legata al conto corrente delle Poste) per fare prelievi dal circuito bancario o per fare pagamenti. Niente da fare. Il guasto va detto, non ha colpito tutti i titolari di Postamat (6 milioni e 200 mila) o di un conto corrente postale (5 milioni e 7), ma «solo» quelli che nelle 48 ore comprese fra il 19 e il 20 novembre hanno utilizzato la tesserina per fare pagamenti o per prelevare contanti attraverso le banche. «Sono due operazioni che passano attraverso il circuito internazionale – spiega Carolina Gianardi, responsabile retail Postamat – ed è stato proprio quel canale ha subire i disagi legati all´aggiornamento del sistema». Le Poste non dicono quanti solo stati i clienti colpiti dal disguido (per le associazioni dei consumatori diverse migliaia), ma assicurano che tutti i saldi, stamattina, risulteranno corretti e che nei prossimi giorni i consumatori riceveranno una lettera di scuse. Dal punto di vista monetario, chiaramente non ci saranno conseguenze, ma il tilt ha creato problemi a chi non ha potuto utilizzare la tessera e i soldi depositati sul conto. «Abbiamo ricevuto centinaia di telefonate – assicura Carlo Pilieri dell´Adoc, associazione dei consumatori – i falsi addebiti si aggiravano mediamente sui 2 mila euro, con punte di 5 mila. Stiamo pensando di chiedere un risarcimento dei danni».  Una linea sulla quale sono d´accordo anche Adusbef, Federconsumatori e Codacons. Ma curiosamente, fa notare l´Adoc, ad entrare in tilt «è stato anche il sistema di spedizione pacchi, ci sono arrivate diverse segnalazioni, in particolare sui plichi spediti a Hong Kong». Certo è che per una società che fa dell´alta tecnologia informatica la punta di diamante per rilanciare un´azienda che, nell´immaginario collettivo, non gode di grande fama, il colpo è stato duro. Tanto più che la Slc-Cgil si chiede se oggi «il sistema telematico sia davvero sicuro. Poste sostiene che i disagi sono stati creati da una anomalia contabile: una forma elegante che non spiega nulla». L´unica buona notizia della giornata, per l´azienda guidata da Massimo Sarmi, è stata l´individuazione da parte della polizia postale degli hacker che lo scorso 10 ottobre, sono penetrati nel sito di Poste italiane oscurando la home page. Si tratta di tre giovani, uno dei quali diciassettenne. «Sono estremamente soddisfatto del risultato – ha commentato Sarmi spiegando che l´incursione degli hacker al sito aziendale «ha in ogni caso dimostrato l´impenetrabilità dei nostri sistemi di sicurezza, che hanno impedito ai pirati di impossessarsi di informazioni riservate».
 

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