7 Gennaio 2017

Poste, in crisi 4 fondi immobiliari L’ azienda: presto azioni pro-clienti

Poste, in crisi 4 fondi immobiliari L’ azienda: presto azioni pro-clienti

ROMA C’ era una volta il mattone investimento sicuro. Poi è arrivata la crisi finanziaria del 2008 che ha fatto crollare, insieme alla finanza e all’ economia reale, anche le vecchie certezze degli investitori, grandi e piccoli. Ma la rovinosa caduta dell’ immobiliare dopo i bagordi dei primi anni Duemila spiega molto ma non proprio tutto della vicenda che riguarda quattro fondi di investimento nel settore real estate venduti anche attraverso gli uffici delle Poste e finiti in pessime acque. Il flop coinvolge infatti molti piccoli risparmiatori che forse si sono lasciati convincere da un marchio, quello postale, da sempre sinonimo di prudenza e sicurezza. Il caso arriva alle cronache perché lo scorso 31 dicembre è arrivato a scadenza il primo dei quattro fondi in questione, Invest Real Security (Irs). E per chi lo aveva sottoscritto è arrivata la batosta. Il rimborso sarà infatti di 390 euro (oltre a eventuali importi residuali) per ciascuna quota di investimento, pagata all’ epoca 2.500 euro. Il collocamento avvenne tra il 2002 e il 2005, prima dell’ entrata in vigore della Mifid, la direttiva europea che ha reso più stringenti la regole della comunicazione dei rischi alla clientela finanziaria, senza peraltro riuscire ad evitare i problemi: come dimostrano gli scandali e i crac bancari di questi ultimi anni che hanno messo nei guai migliaia di correntisti trascinati in investimenti sbagliati. Riguardo al caso Irs, un fondo che raccolse 141 milioni di euro, ieri Poste ha rassicurato la clientela coinvolta anticipando che intende avviare, nel breve termine, iniziative in favore di chi ha sottoscritto a suo tempo il fondo immobiliare ora scaduto. L’ obiettivo, afferma la società, è consolidare, ancora una volta, il rapporto storico che l’ azienda ha con i cittadini, fondato sulla trasparenza, sulla fiducia e sull’ affidabilità. Una conferma indiretta che forse in quel caso ci fu leggerezza nel collocamento. La quota di soli 2.500 euro era alla portata dei piccoli risparmiatori postali mentre l’ investimento finanziario nell’ immobiliare, un mercato in realtà sempre soggetto a cicli piuttosto marcati, presenta margini di rischio. Gli altri tre fondi coinvolti sono Obelisco, Europa Immobiliare 1 e Alpha, che andranno però a scadenza tra il 2018 e il 2030 e potrebbero quindi recuperare posizioni. Dal 2002 il colosso postale è stato guidato per oltre un decennio dall’ ad Massimo Sarmi. Il Codacons preannuncia azioni risarcitorie a tutela dei piccoli investitori e chiama in causa anche l’ attività di viglianza di Consob e Bankitalia. E Michele Anzaldi, deputato Pd della commissione Trasporti, Poste e telecomunicazioni, vuole aprire un ulteriore fronte. Non solo vanno sentiti in audizione urgente i vertici dell’ azienda e della Consob. Scriverò una lettera al presidente dell’ Autorità anticorruzione, Raffaele Cantone, per sensibilizzarlo chiedendogli se è il caso di aprire un’ istruttoria, annuncia. Secondo il parlamentare dem è infatti opportuno fugare ogni dubbio sul fatto che non vi siano state operazioni, collegate a questi 4 fondi immobiliari, per favorire una singola azienda o un gruppo di costruttori legati o a un partito o a un personaggio politico. RIPRODUZIONE RISERVATA.
nicola pini
 

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