8 Giugno 2011

Poste ancora nel caos per il blocco informatico

Poste ancora nel caos per il blocco informatico
 

Ore di coda per inviare una raccomandata, per poi, una volta davanti allo sportello, sentirsi dire che il sistema non funziona. Continua il caos alle Poste causato dal blocco del nuovo sistema informatico, che dal primo giugno sta creando code e disservizi in tutta Italia. E anche ieri, per il quinto giorno, ha funzionato a singhiozzi: quasi impossibile riuscire a inviare una raccomandata, a ritirare la pensione o a prelevare agli sportelli. Il blocco è diventato un caso nazionale: ieri mattina da moltissime città della Penisola continuavano a piovere lamentele e segnalazioni. Da Milano (che per la Uil sarebbe la "capitale dei disastro") a Roma, passando per Napoli e Palermo. "Mi dispiace ma non funziona il collegamento – spiega una dipendente in un ufficio romano della Garbatella – E’ un problema nazionale e sappiamo che questo crea grossi disagi". E’ questa la frase che da giorni si sentono ripetere gli utenti delle Poste. Utenti infuriati Nel frattempo il Codacons ha annunciato che domani incontrerà i vertici di Poste italiane per stabilire i risarcimenti agli utenti coinvolti nel blocco: l’ associazione chiederà 50 euro a persona in servizi per le attese che hanno superato due ore. Tuttavia per Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef, "bisogna trovare un’ immediata soluzione". E chiedono alle aziende e alle istituzioni che devono ricevere i pagamenti di prolungare i termini delle scadenze. Sulla questione si è espresso anche l’ Antitrust: "Un nostro intervento non risolverebbe il problema – ha detto il presidente Antonio Catricalà – La colpa è del sistema, non della dirigenza". Per Cgil, invece, "è mancato completamente un piano di emergenza per far fronte a una situazione ampiamente prevedibile".
 

 

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