7 Giugno 2011

Poste, ancora disservizi Risarcimenti agli utenti

Poste, ancora disservizi Risarcimenti agli utenti
 

Palermo. Poste Italiane ha accolto ieri la richiesta del Codacons di aprire un tavolo di conciliazione finalizzato a risarcire gli utenti danneggiati dai disagi causati in questi giorni dal nuovo sistema informatico della società, l’ ormai famigerato Service delivery platform (Sdp). Il meccanismo, ha spiegato in una nota il Codacons, sarà analogo a quello avviato da Autostrade per l’ Italia per indennizzare gli utenti bloccati dalle strade ghiacciate lo scorso dicembre. "Invitiamo i cittadini che nei giorni scorsi hanno avuto problemi con i servizi postali – ha detto Carlo Renzi, presidente del Codacons – a conservare tutte le prove dei disagi subiti, come ad esempio bollette, fatture e contravvenzioni scadute documenti utili per dimostrare i danni materiali legati al disservizio. A seguito della decisione di Poste Italiane, abbiamo deciso di bloccare le citazioni dinanzi al Giudice di Pace, che il nostro ufficio legale stava ultimando, e stiamo per pubblicare sul blog www.carlorienzi.it un modulo che i cittadini possono utilizzare per ottenere l’ indennizzo dall’ azienda". Ieri, anche per i siciliani, è stata un’ altra giornata di passione: vaglia, conti correnti, raccomandate e ritiro delle pensioni, sono stati evasi con un andamento lento e sincopato. I server informatici di Poste italiane hanno infatti sì ripreso a funzionare, dopo i black out che si verificano da inizio mese, ma lo hanno fatto a singhiozzo. E così le file agli sportelli di chi doveva incassare, pagare o spedire a tutti i costi si sono fatte lunghissime. A peggiorare la situazione, la coincidenza con l’ erogazione delle pensioni e il pagamento delle bollette in scadenza, che ha creato forti tensioni. Nell’ Isola, l’ 80% circa degli uffici postali è passato al nuovo sistema che tanto sta facendo penare gli utenti, ma anche i dipendenti di Poste italiane. "Con il vecchio sistema c’ era un server in ogni ufficio postale – ha sottolineato Maurizio Affatigato, segretario Cisl Poste Palermo – e i dati al cervellone centrale di Roma venivano inviati ad ufficio chiuso. Adesso, invece, qualsiasi procedura arriva al server centrale con un conseguente sovraccarico". Poste italiane si è nuovamente scusata con la clientela "per le difficoltà nella fornitura dei servizi, con l’ effetto di allungare i tempi di attesa" e attraverso la responsabile comunicazione territoriale della Sicilia, ha fatto sapere che "non si tratta di interruzioni, ma di rallentamenti". I sindacati avevano chiesto un passaggio graduale al nuovo sistema che, nonostante le rassicurazioni dell’ azienda, non è ancora entrato a regime. "Non si può lavorare – ha sottolineato Giuseppe Lanzafame, segretario regionale Cisl Poste – sperando che il cervellone informatico entri a regime. Gli atti d’ intemperanza degli utenti sono diventati una costante nella stragrande maggioranza degli uffici postali. La clientela ha ragione e Poste italiane deve tutelarla e fare lo stesso con i propri dipendenti. Se succede qualcosa ai lavoratori l’ azienda se ne deve assumere la responsabilità". Quindi Lanzafame ha chiesto "una task force di tecnici per risolvere, nel più breve tempo possibile, i problemi al sistema". Sulla vicenda è intervenuto anche il commissario dell’ Autorità per la Garanzie nelle Comunicazioni, Gianluigi Magri, che ha definito "inaccettabile, il perdurare dell’ incredibile disservizio che sta ancora paralizzando gran parte del sistema informatico di Poste Italiane". Ed ha aggiunto: "Nell’ era della tecnologia e della comunicazione simili incredibili episodi minano non solo la capacità di garantire un pubblico servizio, ma anche la credibilità di chi dovrebbe garantirlo". Infine ha precisato che "l’ Agcom non ha competenza di vigilanza su Poste Italiane e non ho mai affermato il contrario; ritengo comunque che in questo momento il fatto che non esista un effettivo esercizio di vigilanza sui servizi postali rende la situazione criticabile. Non è infatti ancora operativa l’ Agenzia nazionale di regolamentazione del settore postale mentre, a differenza degli altri Paesi europei, tali competenze non sono state affidate all’ Agcom, organismo indipendente che avrebbe svolto tali funzioni senza ulteriori spese per lo Stato".

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