16 Aprile 2011

Poste a singhiozzo Ciminà si ribella: “Qui non votiamo”

Poste a singhiozzo Ciminà si ribella: «Qui non votiamo»
 

Ciminà Una lettera di denuncia, con preavviso di disertare le urne alle prossime elezioni, e una richiesta d’ intervento sui «disagi causati dalla privazione di servizi indispensabili». E’ stata inviata ai vertici nazionali e provinciali di Poste Italiane, ai competenti ministeri, ai presidenti della Giunta regionale calabrese e dell’ Amministrazione Provinciale, al prefetto e alla Procura di Locri nonché ad alcuni candidati alle consultazioni elettorali, al Codacons e agli organi d’ informazione. Porta la firma di alcuni cittadini di Ciminà, in rappresentanza della popolazione (circa 700 abitanti) del piccolo centro preaspromontano. «In conseguenza di un provvedimento di Poste Italiane a Ciminà il servizio di apertura al pubblico dell’ ufficio postale è stato ridotto a giorni alterni, causando gravi disagi e disservizi all’ intera popolazione. Infatti tutta la mole di lavoro si è concentrata nei pochi giorni di apertura, costringendo le persone anziane ad estenuanti ore di fila, talvolta inutilmente, stante l’ impossibilità di evadere tutti i procedimenti sia per il ridotto orario di lavoro sia per il cattivo funzionamento delle macchine in uso presso lo stesso ufficio. Tale provvedimento va ad aggiungersi ad altri che da circa un anno si sono susseguiti a catena; il trasferimento del Comando stazione Carabinieri, la chiusura della scuola materna e il rischio di chiusura delle scuole medie. Tutto questo in un piccolo paese montano, in cui strutture e servizi sono carenti e la popolazione è in prevalenza formata da anziani che non hanno possibilità di spostarsi su un territorio vasto e poco servito dai mezzi pubblici». Per questo motivo, «stanchi di essere privati di servizi di vitale importanza noi tutti cittadini ciminesi abbiamo deciso di ribellarci con un atto di protesta estrema, che si è concretizzato in una raccolta di firme e tessere elettorali, nell’ intento di rinunciare al diritto di voto fino a che non si arrivi alla risoluzione del problema, con l’ apertura giornaliera dell’ ufficio postale».
 

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