9 Maggio 2019

Postamat, il prefetto contro le chiusure

laganà: «scelta che non appoggio, i dispositivi vengono costantemente vigilati nell’ ambito dei controlli del territorio»
Giorgio Barbieri Al territorio non piace la decisione di Poste Italiane di bloccare il prelievo di contanti dai Postamat fuori dagli orari lavorativi. E la bocciatura arriva per voce del prefetto di Treviso, Maria Rosaria Laganà, che al termine del Comitato per l’ ordine e la sicurezza pubblica non usa giri di parole: «Non appoggio questa scelta laddove dovesse essere confermata». E questo perché dalla società continuano a non arrivare conferme, né smentite, in relazione al piano sicurezza di cui si è discusso ieri in Prefettura. stop ai contantiLa decisione, drastica, di bloccare i prelievi fuori dagli orari di lavoro è arrivata dopo l’ escalation di assalti agli Atm, l’ ultimo a Roncade domenica scorsa. L’ iniziativa per il momento partirà anche se non c’ è l’ ufficialità, nelle province di Treviso e Venezia ma non è detto che possa essere allargata a tutto il territorio regionale. La decisione di Poste, seppur non confermata ufficialmente è assicurata dalle rappresentanze sindacali. Nessuna lista ufficiale su quali sportelli Postamat del Trevigiano sono off limits negli orari serali, notturni e festivi per non agevolare i malviventi. Ma i clienti delle Poste lo accerteranno, quando inserendo la tessera postamat comparirà nel display la scritta “denaro non disponibile”. Una decisione presa a livello veneto, attuata dapprima nell’ area metropolitana veneziana, poi nel Trevigiano. Finchè la situazione non si normalizzerà la scelta non cambia, anche se va contro l’ opera di espansione portata avanti da Poste Italiane che sta allargando i servizi di Postamat e sostituendo gli sportelli automatici di vecchia generazione. Ma al territorio questa scelta non piace anche perché, con le sempre più frequenti chiusure di filiali di banche, gli sportelli Postamat erano gli unici che garantivano nei piccoli paesi la possibilità di prelevare contanti. Ed è per questo che dell’ argomento si è parlato ieri in Prefettura.le criticheE ad esprimere forti perplessità è stato per primo il prefetto Maria Rosaria Laganà. «Si tratta di un servizio che viene garantito», ha detto, «i dispositivi, nell’ ambito del controllo del territorio, vengono vigilati. Non mi sento personalmente di appoggiare questa scelta laddove dovesse essere confermata da parte della società». Parole particolarmente forti quelle pronunciate dal prefetto che vede nella scelta di Poste un messaggio negativo in termini di sicurezza. Se gli sportelli devono chiudere non lo fanno infatti per motivi economici ma perché, si tende a far capire, le forze dell’ ordine non sono in grado di garantire la sicurezza dei dispositivi. Una lettura che i vertici delle forze dell’ ordine respingono con forza.i consumatori«Sarà solo un disservizio e non risolverà il problema», ha spiegato Franco Conte del Codacons, «bisogna risolvere il problema di ordine pubblico e non diminuire il servizio ai cittadini. I correntisti di Poste Italiane infatti non potranno più prelevare la domenica mattina, o il sabato sera. I Postamat rimarranno chiusi. È un servizio pubblico di valore sociale e ridurre la funzionalità crea solo un disagio». Poi aggiunge: «Insomma Poste salverebbe i suoi bancomat, mandando i malviventi in quelli delle banche». —

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