9 Marzo 2006

Posta lentissima la colpa è soltanto dell`organizzazione


FOLLONICA Il Codacons conferma che la lettera più “lenta“ d`Italia è quella imbucata a Follonica, ma i sindacalisti Failp scagionano gli uffici postali del Golfo sostenendo che “è tutta colpa delle politiche di accentramento volute dalle Poste nazionali: la corrispondenza viene smistata a Sesto Fiorentino, gli uffici periferici non c`entrano affatto con i disservizi“. Comunque sia, le Poste follonichesi sono ancora nella bufera: dopo le accuse scagliate dall`altro sindacato, il Sailp, che solo pochi mesi fa aveva denunciato “l`esistenza di quintali di corrispondenza da smaltire all`ufficio postale follonichese, mezzi obsoleti a disposizione dei portalettere e ritmi di lavoro spropositati per il personale“, ora per la città del Golfo arriva la conferma del “record negativo“ già conquistato l`anno scorso. Il poco invidiabile primato riguarda l`indagine annuale del Censis, che “conta“ quanti giorni sono necessari a una lettera spedita con posta ordinaria per arrivare a Roma. Follonica è in testa: servono 13 giorni (9 in più del dovuto). Com`è comprensibile, non è una buona “pubblicità“ per Follonica. Ma ecco la replica delle organizzazioni sindacali di categoria: “Il ripetersi di disguidi e ritardi, anche più gravi di questo – spiega Pasquale Pasquinelli, segretario provinciale del Failp, la federazione autonoma dei lavoratori postelegrafonici, aderente alla Cisal – è legato alle politiche di accentramento delle lavorazioni volute dalle Poste italiane. Ad esempio, la corrispondenza è soggetta a infiniti passaggi di smistamento che la fanno convergere al Cmt (Centro meccanizzato postale) di Sesto Fiorentino: tutto finisce in un grande complesso industriale, con aspetti positivi e negativi, e naturalmente le conseguenze non possono che ripercuotersi a livello territoriale“. Insomma, le competenze (e dunque le responsabilità) locali sarebbero piuttosto marginali. “Le politiche di accentramento penalizzano le strutture territoriali. Accentrare tutto su Firenze – continua Pasquinelli – significa perdere posti di lavoro in una realtà provinciale proprio come Grosseto. Quindi, mi sento di esonerare da ogni responsabilità i lavoratori dell`ufficio postale di Follonica: non è lì che si realizza il disservizio. Anzi, mi preoccuperei piuttosto di verificare gli uffici di destinazione e vedere cosa succede“. E i disservizi tutti follonichesi denunciati dai “colleghi“ del Sailp? “Il servizio di recapito in provincia di Grosseto ha una copertura sufficiente – afferma Pasquinelli – e nessun lavoratore a tempo determinato può essere preso come capro espiatorio per eventuali disservizi, Follonica compresa. In generale, posso confermare che non siamo affatto in una situazione critica“.

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