Posta bagnata, posta sfortunata
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fonte:
- Il Messaggero
Posta bagnata, posta sfortunata
PERUGIA – Diversamente da quanto accade nel film, ci sono casi in cui il postino non suona neanche una volta. Succede a Todi dove i condomini di un piccolo palazzo del centro, invece che ritirarla dalla cassetta della posta, la corrispondenza sono costretti a raccoglierla dal pavimento e, quando piove, addirittura a “pescarla“ nell`acqua. Il portalettere di zona ha infatti l`abitudine di gettare la posta nell`ingresso del palazzo attraverso una fessura, evitando di citofonare, farsi aprire e depositare le lettere dentro le singole cassette. Normale che dopo una lunga serie di episodi simili, i residenti di quel palazzo abbiano deciso di protestare presso l`ufficio postale di riferimento. «Nonostante i solleciti – spiega Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – il postino si rifiuta, con giustificazioni infondate (a suo dire nessuno dei condomini risponderebbe al citofono), di imbucare la posta nelle cassette dentro l`ingresso del palazzo. E, invece di suonare il campanello, insiste nel lanciare la posta nell`androne del palazzo dove rimane incustodita e sparpagliata. Con la pioggia inoltre l`ingresso si allaga e le lettere, di conseguenza, galleggiano».
Così, dopo le proteste cadute nel vuoto, il caso è passato in mano all`associazione a difesa dei consumatori e ora, nel tentativo di fermare la bizzarra abitudine del portalettere, arriva una diffida per il direttore dell`ufficio postale tuderte. «É anche una questione di privacy», sottolinea la Falcinelli. «Si tratta di un disservizio serio che va avanti da molto tempo e che ha provocato ed è suscettibile di provocare gravi danni ai nostri associati». Nella diffida del Codacons, la direzione dell`ufficio da cui dipende il portalettere, viene dunque invitata a prendere «gli opportuni provvedimenti, ripristinando il servizio entro sette giorni».
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