16 Settembre 2016

Possibili tagli alla Sanità Lorenzin: «Solo gossip»

Possibili tagli alla Sanità Lorenzin: «Solo gossip»

ROMA. Minaccia di nuovi tagli alla Sanità con la prossima legge di Bilancio. L’ ipotesi, circolata nelle ultime ore, è stata però smentita dal ministro della Salute Beatrice Lorezin, la quale ha affermato che il Fondo sanitario nazionale per il 2017 è fissato a 113 miliardi, ovvero 2 miliardi in più rispetto al 2016, e le voci dita gli sono solo «gossip». Arassi curare è anche il premier Mat teo Renzi ma, in attesa di una conferma «nero su bianco», Regioni e sindacati medici levano gli scudi: con ulteriori tagli, avvertono, sarebbe «la fine della sanità pubblica». In gioco, infatti, vi sono partite importanti ed ancora aperte, a partire dall’ applicazione dei nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea) appena varati oltre alla stabilizzazione del personale sanitario più volte indicata come una priorità dallo stesso ministro. Le ipotesi di tagli, ha affermato Lorenzin, «sono solo in discrezioni, gossip, che ho letto con interesse, ma nessuno mi ha parlato di tagli al Fondo sanitario e le parole di Renzi mi rassicurano, come tutti gli italiani, che abbiamo obiettivi comuni per il 2017: garantire i nuovi farmaci antitumorali, rifinanziare il fondo per i farmaci anti -epatite C e rispondere al fabbisogno per il personale, stabilizzare il precariato e sbloccare il turn over. Il fondo sanitario è fissato a 113 miliardi». Ed infatti lo stesso premier ha precisato che «i fondi alla sanità nel 2017 continueranno a crescere». Ad accendere le polemiche anche l’ ipotesi di una tassa sulle sigarette per garantire, tra l’ altro, la sostenibilità della spesa per i farmaci innovativi ad alto costo. Renzi, però, precisa: «Non ci sarà alcun intervento sui pacchetti di sigarette». Ma la sola ipotesi di nuovi tagli ha provocato la dura reazione delle Regioni: «Se fossero confermati dovrò impugnare la penna e chiudere ospedali», dice il presidente del Veneto Luca Zaia. Sul piede di guerra pure la Cgil e l’ Anaao, oltre al Tribunale per i diritti del malato ed il Codacons: con altri tagli sarebbe «la fine» del sistema pubblico.

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