1 Luglio 2014

Pos obbligatorio, debutto nel caos: categorie in rivolta

Pos obbligatorio, debutto nel caos: categorie in rivolta

ROMA Parte nel segno di critiche e polemiche il debutto del Pos obbligatorio per i pagamenti sopra i 30 euro per imprese, artigiani e professionisti. Si tratta di una platea di circa 1,5 milioni di soggetti che da ieri devono accettare il pagamento con moneta elettronica. Anche se si tratta di una norma depotenziata: nessuna sanzione è infatti prevista per gli inadempienti. Una possibilità immediatamente sfruttata da molti che ieri ammettevano semplicemente che in mancanza di multe nessuno avrebbe mai installato il bancomat. Ma su questo tema ieri è montato lo scontro politico con voci che si levano, soprattutto dall’ opposizione, a sostegno delle lamentele delle categorie, per nulla contente di dover sostenere costi aggiuntivi. Per un’ azienda con 100 mila euro di ricavo annuo, tra canone mensile, canone annuale e percentuale di commissione sull’ incasso, la spesa media annua sarà di 1.200 euro, come calcola la Cgia che chiede che i costi di commissione siano abbattuti. E sottolinea: «Rischia di essere uno strumento inutile, la lotta all’ evasione va combattuta con altri mezzi». Ma i consumatori sono sul piede di guerra. E il Codacons lancia un invito ai consumatori: «Non pagate con denaro contante chi non ha istallato il Pos. Fatevi mandare il conto a casa, in modo da scegliere in un secondo momento la modalità migliore per saldare il conto». Anche se il fornitore è inadempiente, infatti, non viene meno l’ obbligo di pagare il conto. Sul terreno politico lo scontro è aperto. Il Movimento 5 Stelle si schiera con le categorie. Scrive su Facebook il vice-presidente della Camera Luigi Di Maio: «Io sto con i commercianti». Per la presidente di Fratelli d’ Italia, Giorgia Meloni, si tratta di un regalo alle banche mentre anche il Nuovo Centrodestra invita il governo a «negoziare con il sistema creditizio la gratuità della moneta elettronica eliminando il costo di transazione del Pos». Lo scambio può riguardare da un lato gli incentivi all’ uso dei pagamenti elettronici e dall’ altro il risparmio per le banche sugli oneri di gestione. La Confcommercio chiede invece di attivare al più presto «tavoli di confronto con le organizzazioni d’ impresa per ridurre il peso delle commissioni». Resta il fatto che è in aumento il numero di italiani che utilizzano le carte di credito: nel 2013 sono cresciuti del 4%.
 

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