8 Ottobre 2004

Porto Conte: «Il parco affidiamolo alla Regione»



Mentre la maggioranza è impegnata a litigare per chi potrà sedersi nella poltrona presidenziale del parco, gli ambientalisti hanno chiesto alla Regione il commissariamento dell?area protetta.
Codacons, Italia Nostra e Wwf, in una lettera indirizzata al presidente della Giunta, Renato Soru, si mostrano molto preoccupati per il futuro operativo della riserva terrestre, nata cinque anni e mezzo fa e la cui esistenza è riconosciuta in realtà soltanto dalle mappe più aggiornate.
Ai vertici dell?Azienda speciale parco di Porto Conte sono stati nominati presidente, membri del consiglio direttivo e dell?assemblea, identificata con i componenti del consiglio comunale. Manca purtroppo la figura più importante, quella del direttore, l?unico vero responsabile del management dell?azienda speciale, in grado di attuare gli indirizzi stabiliti dagli organi di governo del parco.
Le sentinelle del verde fanno notare come non si abbia notizia nemmeno delle cariche previste dalla legge istitutiva: la consulta e il comitato scientifico. Insomma, la sensazione è che Porto Conte sia stata impiegata fino a oggi come terreno di lotta fra coalizioni partitiche più che come oasi d?attrazione turistica.
«La difficoltà di queste nomine sembrerebbe dettata da motivazioni di carattere politico estranee all?interesse della città e dello sviluppo sostenibile», spiegano infatti nella nota i responsabili delle associazioni ambientaliste, Giovanni Sedda, Roberto Salmon e Carmelo Spada i quali invitano il governatore a commissariare l?ente parco «qualora l?azienda speciale non divenisse operativa entro la fine dell?anno».
Codacons, Italia Nostra e WWF ritengono, inoltre, che l?azienda speciale di Porto Conte debba avere un struttura snella che consenta una gestione ottimale e non burocratica o «intralciata inutilmente da veti estranei allo sviluppo sostenibile». Pertanto propongono alcune modifiche alla legge regionale. In particolare la normativa che individua il consiglio comunale in carica con l?assemblea del parco, suggerendo invece «una rappresentanza di consiglieri comunali dei partiti politici di maggioranza e minoranza scelti tra coloro che presentino un curriculum che dimostri competenze in materia naturalistico-ambientale e della gestione eco-compatibile degli ecosistemi naturali».
E visto che quello di Porto Conte è un parco regionale, i verdi auspicano che a reggere il timone dell?ente siano funzionari della provincia di Sassari e della Regione «al fine di colmare gli enormi ritardi e di dare al parco la sua vera funzione di salvaguardia ambientale e connotazione di sviluppo socio-economico sostenibile del territorio». La poltrona di direttore, in realtà, è ambita da tutti gli alleati del sindaco. Non solo per il prestigio e la visibilità che tale carica comporta, ma anche per l?ottimo compenso riservato al manager dell?area protetta: circa 75 mila euro all?anno. Alle difficoltà politiche che hanno ritardato di anni la nomina del direttore si devono aggiungere quelle economiche. Il bilancio 2004 infatti non è ancora stato approvato e senza copertura finanziaria è impensabile l?assegnazione della carica.
Alcuni anni fa l?allora presidente del parco Mino Sasso aveva predisposto e pubblicato il bando di gara per la selezione della figura del direttore. A centinaia avevano risposto al concorso, spedendo i curriculum da tutta l?Isola. Poi però l?intera operazione è rimasta bloccata nelle maglie della burocrazia. Oggi c?è chi dice che il bando è ormai invalidato, mentre altri sono convinti che si possa riprendere il lavoro dove era stato interrotto.

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