1 Luglio 2021

Porti, isole “infelici” della differenziata

SALERNO – La raccolta differenziata si ferma ai varchi dei porti. Mentre per i cittadini salernitani e per i commercianti che non fanno correttamente la differenziata si invocano sanzioni, pure esemplari, all’interno degli scali portuali, invece, vige una sorta di “zona franca” della differenziata, col risultato che, alla fine, tranne uno sparito gruppo di virtuosi, la fanno in pochi tra i 45 concessionari (circoli nautici, bar, ristoranti, cooperative pescatori, biglietterie) nè i proprietari dei circa 1.200 posti barca e men che meno i viaggiatori dei traghetti. Tutto viene conferito come tal quale, ancor peggio che come indifferenziato. Non è chiaro per quale ragione ci sia questa eccezione fatto sta che il servizio di rimozione ai porti turistici (Manfredi- Santa Teresa, vecchia Darsena e Masuccio Salernitano) è stato affidato soltanto a partire dalla scorsa estate a Salerno Pulita che è subentrata all’Autorità portuale che ne aveva la competenza.

Si tratta esclusivamente dei rifiuti dei porti turistici perché quelli dei porti commerciali non sono considerati rifiuti solidi urbani. Gli addetti della partecipata, il martedì (giorno di raccolta dell’indifferenziato) fanno quel che possono per portar via il cumulo di rifiuti che si accatasta ma nei giorni successivi della settimana gli operai non possono fare altro che raccogliere solo il materiale previsto dal calendario (ad esempio solo la plastica il mercoledì). E con l’avanzare della stagione estiva la quantità di immondizia prodotta è destinata a crescere, di pari passo con i traffici marittimi. Per cui dovrebbe essere il Comune a chiedere un potenziamento del servizio. L’assenza di raccolta differenziata comporta, soprattutto, un aumento dei costi per lo smaltimento all’ex Stir di Battipaglia, mancati introiti perché non si differenziano le materie prime e seconde (carta, plastica, alluminio, vetro); punti percentuali in meno di differenziata con conseguente mancato raggiungimento di quegli obiettivi che consentirebbero alla società di ottenere delle premialità economiche. Ma c’è anche una ulteriore controindicazione, perché i cittadini, passando per le zone portuali, notano il degrado e incolpano d’inefficienza Salerno Pulita. Così nel caso della diffida del Codacons spedita al Comune e alla società in house dopo un sopralluogo nell’area portuale.

«Ci siamo vergognati anche di dover fotografare questa situazione di degrado aumentata con la bella stagione unita al desiderio di migliaia di persone che dopo il “carcere” per covid, desiderano uscire, e finalmente si può. Ma – si chiede Maria Cristina Rizzo , consulente legale del Codacons Campania – perché quello che è sotto gli occhi di tutti non è un atto dovuto da parte dell’Autorità portuale, cioè sollecitare il Comune alla pulizia oppure da parte della magistratura od organi di polizia intervenire “sua sponte”? Tutto tace, nessuno si muove e continuiamo a vivere nell’oblìo da parte di chi ci amministra». Il Codacons, assicura che «monitorerà tutta la città ed a tal proposito invitiamo tutti i cittadini a segnalarci la presenza di eventuali rifiuti».

Eleonora Tedesco

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